Toscana virus, cosa sappiamo dopo il caso di Tommaso Paradiso

Il cantante Tommaso Paradiso ha annunciato sui social la cancellazione di due date del suo tour a causa della puntura di un pappatacio con cui ha contratto il Toscana virus.
Paradiso lo ha raccontato in una storia pubblicata sul suo profilo Instagram: “Una decina di giorni fa un pappatacio ha deciso di pungermi trasmettendomi il Toscana Virus. Sono in via di guarigione ma non ancora al massimo”. Poche righe, ma sufficienti a scatenare la curiosità dei fan e a far salire alla ribalta un’infezione fino a pochi giorni fa sconosciuta ai più. Il prezzo dell’imprevisto è stato salato per il calendario del cantautore: due date già fissate, tra cui quella di Radio Zeta Future Hits Live, sono saltate proprio nei giorni in cui il suo ultimo singolo, “Agitare coca cola”, si gioca il titolo di tormentone dell’estate 2026.
Il Toscana virus non è un nuovo patogeno: circola in Italia e in altri Paesi del Mediterraneo già da decenni, ed è stato isolato per la prima volta proprio in territorio toscano, da cui deriva il nome. L’infezione, il più delle volte, non dà sintomi o si manifesta con un quadro paucisintomatico che passa inosservato. Nei casi più gravi, però, dopo un’incubazione di pochi giorni possono comparire febbre alta, forte mal di testa, nausea, vomito, dolori muscolari e malessere generale, sintomi che nella maggior parte dei pazienti si risolvono spontaneamente in una settimana circa. Solo in una minoranza di casi il virus riesce a superare la barriera emato-encefalica, dando luogo a forme neuroinvasive come meningite, meningoencefalite o encefalite, che richiedono il ricovero ospedaliero. A trasmetterlo sono i flebotomi, minuscoli insetti comunemente chiamati pappataci, che si distinguono dalle comuni zanzare in quanto le larve, invece di svilupparsi nell’acqua, scelgono ambienti terrestri riparati, umidi e ricchi di materiale organico, come cumuli di foglie, crepe nei muri o cantine. Sono attivi soprattutto tra maggio e novembre, con un picco nel mese di agosto, complice il clima caldo e secco che ne favorisce la proliferazione.
L’Italia è, per le sue condizioni climatiche, uno dei Paesi europei in cui la circolazione del virus è maggiormente documentata. Uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 331 casi confermati di infezione neuroinvasiva tra il 2016 e il 2021, con 292 ricoveri, e segnala come nel solo biennio 2022-2023 siano stati notificati 276 nuovi casi, con un’incidenza molto più alta rispetto al periodo precedente.
Per quanto riguarda cure e prevenzione, al momento non è disponibile un vaccino autorizzato, né una terapia antivirale specifica: nei casi sintomatici il trattamento resta puramente di supporto, mirato ad alleviare febbre e dolori, mentre nelle forme neuroinvasive più gravi può rendersi necessario il ricovero. La strategia principale resta quindi la prevenzione delle punture, attraverso l’utilizzo di repellenti applicati secondo le indicazioni del produttore, coprendo la pelle con indumenti leggeri, a maniche lunghe e di colore chiaro, specialmente nelle ore serali e notturne in cui gli insetti sono più attivi. Opportuno è anche eliminare i ristagni d’acqua e i cumuli di materiale organico in terrazzi, giardini e cortili, oltre a installare zanzariere a maglie particolarmente fitte, in grado di fermare anche insetti più piccoli delle comuni zanzare. Il caso di Paradiso, per quanto circoscritto, riporta l’attenzione su un’infezione poco nota ma sempre più diffusa nell’estate italiana, da monitorare con attenzione senza però cedere ad allarmismi.




