Cambia il Direttore Generale dello IOR

L’Istituto per le Opere di Religione, meglio noto come IOR, la banca vaticana, ha reso noto il nome del suo prossimo direttore generale: si tratta di Giovanni Boscia, che assumerà l’incarico a partire dal 1° ottobre 2026, subentrando a Gian Franco Mammì, il quale dopo undici anni alla guida dell’Istituto lascia la poltrona per raggiunti limiti di età, restando comunque in carica fino al 30 settembre.
La nomina è stata deliberata dal Consiglio di Sovrintendenza dello IOR e successivamente approvata dalla Commissione Cardinalizia di Vigilanza, cioè l’organo che sovrintende all’attività dell’Istituto per conto della Santa Sede. Nel comunicare la decisione, i vertici dello IOR hanno sottolineato come la scelta rispecchi un assetto di governance strutturato su una netta separazione tra funzioni di vigilanza, indirizzo strategico e gestione operativa, con l’obiettivo dichiarato di assicurare continuità, trasparenza e stabilità all’Istituto, a tal proposito infatti Boscia, 55 anni, non è un volto nuovo per lo IOR, nel quale è entrato nel 2019 come Responsabile Finanza e CFO, per poi ampliare progressivamente il proprio raggio d’azione. Nel 2021 ha assunto anche la responsabilità dell’Asset Management come Responsabile Investimenti, e dal 2023 ricopre l’incarico di Vicedirettore delegato, posizione che lo ha reso, di fatto, il naturale candidato alla successione di Mammì.
Il suo percorso professionale, sviluppatosi in gran parte sulla piazza finanziaria di Londra, vanta un’esperienza trentennale nei mercati internazionali maturata presso alcune delle principali banche d’investimento al mondo, tra cui Salomon Brothers, Citigroup, Royal Bank of Scotland e Credit Suisse First Boston, per poi lavorare inoltre come Senior Portfolio Manager per fondi alternativi e, prima di approdare allo IOR, guidare il comparto Fixed Income & Credit di Quaestio Capital SGR.
Sul piano accademico, Boscia si è laureato con lode all’Università Bocconi e ha successivamente conseguito un Master in Finance e un Executive MBA alla London Business School, affiancando a questi titoli le qualifiche professionali di CFA, CAIA e FRM, cioè alcune tra le certificazioni più riconosciute nel settore della finanza e della gestione del rischio.
Questo passaggio di consegne arriva in un momento di trasformazione per l’Istituto, dopo che lo scorso anno papa Leone XIV ha infatti posto fine all'”esclusiva” storicamente detenuta dallo IOR sulla gestione degli investimenti finanziari della Santa Sede, un intervento che ha ridisegnato gli equilibri interni alla galassia economico-finanziaria vaticana e che rende ancora più delicato il compito di chi guiderà l’Istituto nei prossimi anni. In questo contesto, il profilo di Boscia sembra rispondere all’esigenza di coniugare competenza tecnica e continuità gestionale, ma resta ora da capire quali indicazioni strategiche il nuovo direttore generale intenderà imprimere all’Istituto, chiamato a muoversi in un quadro normativo e di vigilanza sempre più stringente, sia sul fronte della compliance internazionale sia su quello, specifico, del suo rapporto con gli altri organismi finanziari della Santa Sede.




