Il Natale e la Regina Vittoria
Quanti di noi non vedono l’ora che arrivi dicembre per poter addobbare tutta la casa con decorazioni sfavillanti e un sontuoso abete che capeggia scintillante in salotto?
Una delle tradizioni natalizie più affascinanti e amate dalle famiglie di tutto il mondo è indubbiamente quella dell’albero di Natale; tuttavia, pochi sono consapevoli che questa usanza trae le sue origini dall’Inghilterra del XIX secolo, grazie all’influenza significativa della Regina Vittoria, anche se la storia dell’abete decorato affonda le sue radici nell’antichità.
Intorno all’albero adornato durante le festività invernali vi sono molte leggende, ci sono studiosi che lo collocano addirittura all’interno del giardino dell’Eden. Tuttavia, storicamente parlando e seguendo le fonti, quest’usanza risale alle celebrazioni pagane del solstizio d’inverno e ai Saturnali, solenni feste religiose dell’antica Roma che si celebravano in onore di Saturno, dal 17 al 23 dicembre. Ovviamente questi festeggiamenti erano legati a una tradizione pagana e il Natale è una festa indissolubilmente connessa al cristianesimo: per staccarsi dalla tradizione politeista, i primi cristiani nel periodo che precedeva il Natale addobbavano l’albero mentre narravano delle storie legate a San Bonifacio che perse la vita come martire in Germania nel 754. La tradizione vuole che egli avrebbe estirpato una quercia, sacra ai Celti, e, al suo posto, avrebbe collocato un abete, spiegando alla gente che questa pianta sempreverde rappresentava l’albero della vita e simboleggiava il Cristo. A partire da questo, l’usanza dell’albero di Natale si diffuse sempre di più nei Paesi di lingua tedesca.
Già nel 1521, in Alsazia, si fa menzione di cittadini autorizzati a tagliare un abete in occasione del Natale e una cronaca di Strasburgo datata 1605 racconta che gli abitanti della città decoravano le proprie case con piccoli alberi adornati con rose di carta, mele, dolciumi e oggetti dorati.
Anche il padre della letteratura tedesca, lo scrittore Johann Wolfgang von Goethe, pur non essendo propriamente un fervente credente, amava profondamente l’usanza dell’albero di Natale e si dice che grazie a lui l’albero divenne popolare a Weimar. Nella sua opera I dolori del giovane Werther l’albero di Natale appare per la prima volta nella grande letteratura.
Tuttavia, è con l’introduzione dell’abete decorato in Inghilterra che questa tradizione iniziò a diffondersi in tutta Europa.
La regina Charlotte, moglie di re Giorgio III d’Inghilterra, era tedesca, precisamente del ducato di Meclemburgo-Strelitz: in quella zona era tradizione addobbare un grande ramo di tasso proprio come si faceva in epoca romana e la regina cercò quindi di introdurre questa usanza decorando, inizialmente, delle siepi in giardino. I nobili della sua corte, però, ne rimasero scandalizzati e inizialmente non condivisero la nuova tradizione, limitandosi a decorare le loro case con un ramoscello di agrifoglio o vischio per buon augurio, com’era consueto in epoca georgiana. La regina Charlotte, tuttavia, non si arrese e nel 1800 organizzò una grande festa di Natale: aiutata dalle sue dame, fece portare nella Queen’s Lodge del castello di Windsor un enorme albero di tasso decorandolo con nastri, palline, frutta, dolci, regali e anche candeline di cera. Tutta la corte si riunì attorno all’albero per intonare dei canti natalizi e vennero poi distribuiti giocattoli e dolci.
Quando la regina Charlotte scomparve, nel 1818, la tradizione dell’albero di Natale era ormai di moda tra le classi nobili e dell’alta società, ma non tra i ceti più bassi o nei luoghi pubblici.
E fu infatti solo nel 1841 che questa tradizione arrivò al culmine della sua popolarità anche tra le classi sociali meno abbienti: il Principe Alberto di Sassonia donò un albero di Natale alla sua consorte, la regina Vittoria, nipote della regina Charlotte e anch’ella di origine tedesca, essendo figlia di Maria Luisa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld. La regina Vittoria d’Inghilterra rimase così entusiasta del dono del suo sposo che fece pubblicare un’immagine del suo albero di Natale su una celebre rivista dell’epoca, il Godey’s Lady’s Book. Inoltre, la Regina Vittoria e la sua famiglia vennero ritratti più volte con un albero di Natale decorato negli anni successivi, catturando così l’attenzione del pubblico e contribuendo a rendere questa usanza sempre più popolare.
L’esempio della Regina Vittoria ispirò molte famiglie britanniche ad adottare l’albero di Natale come parte integrante delle loro celebrazioni con decorazioni fatte da frutta e dolci avvolti in carta colorata che potevano quindi essere consumate da tutti i membri della famiglia riunita intorno all’albero durante la notte di Natale.
La tradizione si diffuse poi in altri Paesi europei e in Nord America e l’albero di Natale divenne così un simbolo di gioia e festività, un fulcro delle celebrazioni natalizie in tutto il mondo.
In Italia la tradizione arrivò qualche anno più tardi grazie alla Regina Margherita, consorte di re Umberto I di Savoia, che nel 1898 fece allestire un maestoso albero decorato nella sala principale del Quirinale, decorandolo con addobbi di vetro soffiato creati per lei dalle raffinate vetrerie di Murano.
Ancora oggi, l’influenza della Regina Vittoria nella creazione della tradizione dell’albero di Natale è tangibile: ogni anno milioni di famiglie si riuniscono in tutto il mondo per decorare l’albero, creando un’atmosfera di calore e allegria durante il periodo natalizio.
Articolo a cura di Federica Nardo




