Antonio De Nardis, chiaramente un pittore

Antonio De Nardis, chiaramente un pittore

 

http://www.antoniodenardispittore.it/

Lo stato dell’arte 3. Pensieri, reminescenze e tendenzialità su autoritratto interiore. Acrilico su tela 50×40

 

Benvenuto su 2duerighe Antonio. Delineare un artista non è mai cosa semplice, presentarlo è ancora più difficile. Se partissimo dagli albori il percorso sarebbe lunghissimo, le prime esposizioni risalgono a fine anni ’80. Poi un momento di “silenzio”, o meglio, un periodo in cui le opere realizzate non seguivano programmi di esposizione, non andavano in giro per l’Italia e l’Europa sulle copertine di qualche album. La commedia dantesca ha aperto una stagione prolifica, incominciata proprio con un viaggio nella selva oscura in quella che tu stesso hai definito “non un’illustrazione ma una ricerca”. Qual era l’oggetto ricercato?

Ricercare, come al solito, se stessi attraverso forme e colori ispirati dai versi danteschi. A mio avviso l’Inferno è la metafora della nostra esistenza, un luogo interiore nel quale albergano le larve delle nostre paure, delle nostre tendenzialità e potenzialità inespresse: sto cercando di precisare la mia posizione rispetto ad esso, ed attraverso i vari personaggi, trovare anche dei “compagni di viaggio” con i quali confrontarsi…

“la Selva dei suicidi”, 2014. Acrilico su cartoncino tipografico 40×30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Precedentemente ho ammesso che delineare un artista non è facile, direi, specialmente se l’origine del pensiero per lui sono immagini de-geometrizzate che conoscono le linee soltanto come differenze cromatiche o di luce. Qual è il concetto artistico attorno al quale si costruisce la tua arte? Dal modus operandi alla causa operandi. “Un motivo sottile” all’origine dell’atto di dipingere.

La degeometrizzazione è uno degli aspetti, cerco di far vivere l’oggetto o la situazione rappresentata al di fuori della gabbia geometrica dello spazio euclideo, nell’ambito della coscienza individuale, alla ricerca di verità. Definirei le opere come proiezioni della coscienza, supporto e colori i mezzi. Liberare la realtà delle cose e riportarla vicino alla sua essenza profonda.

Orologio senza riferimenti, tempo sospeso. 2015. Vista sulla piazza comunale di Priverno. Acrilico su tavola telata trattata a stucco, 59×52 cm.

 

Mi hai confessato il tuo sconcerto quando una donna di mezz’età cercava di categorizzare la tecnica pittorica dei tuoi dipinti. Un assioma da cui si sviluppa la tua arte è la subordinazione delle tecniche pittoriche all’espressività dell’artista. Due concezioni diametralmente opposte di arte.

Non prediligo una tecnica in particolare. Attualmente uso molto l’acrilico per motivi “logistici”. Anche lo stato d’animo del momento mi fa decidere quale tecnica usare. A volte ne uso diverse contemporaneamente, a seconda delle sensazioni del momento. Importante è la sensazione che voglio esprimere ed indurre nello spettatore.

…(2016).Acrilico su tavola telata 70×50. Difficile mantenersi oggettivi

 

Recentemente Marcello Colozzo, fisico e scrittore, ha pubblicato in versione Kindle una monografia “degeometrizzando eternamente”. Una recensione visionaria: quanto la sua scrittura “trans-reale” e la tua arte degeometrizzante sono connesse? Mi sembra il linguaggio migliore attraverso cui descrivere le tue opere. “Strappando il velo che maschera il reale” Marcello ha rielaborato la sua esperienza appigliandosi ai tuoi dipinti, come rocce sporgenti per uno scalatore. E’ impossibile separare l’arte dall’azione edificante, performativa che essa universalmente esercita? Quanto conta questo per te?

La miglior critica ad un’opera d’arte è un’altra opera d’arte, Attraverso questo processo si sono scritte e dipinte molte cose. Mi fa piacere che abbia colto questo aspetto. Trovo molto appropriato il termine “Transreale” per le mie opere, che partono da una base oggettiva per andare verso la quasi subliminalità, in questo senso il termine “Trans -Reale” e la degeometrizzazione nelle mie opere hanno una connessione. Spero si possa collaborare in futuro.

Trasporto cocomeri.2017. Acrilico su tavola telata 60×50, ispirata da un brano degli ULife.

 

L’arte genera arte, sono parole tue. Dopo Ugolino, Minosse, le Arpie, sono nati molti altre opere. L’ispirazione è, in questo caso, spesso la vita quotidiana, quindi, i vari aspetti dell’esistenza distinguono i dipinti. Ma quale carattere accomuna “Deindustrializzazione”, “Piazza Santa Maria”, “Cena infinita” o “Autoritratto con cappello”?

Rispondo citando una recensione dell’Architetto Eros Ciotti: …Per Antonio De Nardis dipingere è dominare quelle forme classiche sconosciute lasciando al riguardatore il diritto di interpretare sperando di essere riconosciuto. Perchè in fondo ogni suo quadro è un autoritratto.che sconosciute lasciando autoritratto.

Lo stato dell’arte. Acrilico su tela 50×35. 2016. Sensazioni del momento. (Collezione privata)

 

Tutta ciò che riguarda la pittura di Antonio De Nardis è disponibile nel formato virtuale cliccando sul seguente link,  http://www.antoniodenardispittore.it, ma questo sito è qualcosa in più di un’esposizione online.

 

Ixaxxar. Acrilico su tela 50×70 . 2016. Ha la valenza del doppio omaggio.

 

Tra i tanti amici o casuali visitatori del sito, qualcuno ha scritto che la tela, per Antonio De Nardis, è un sostegno dove la realtà si fonde con il subcosciente, cogliendo un aspetto centrale, a mio avviso, dei tuoi dipinti. Il sito diventa una piattaforma nella quale confrontarti con i fruitori delle opere che si ergono quasi a critici. Mi hai ricordato che la critica ad un’opera d’arte è di per sé un’altra opera d’arte, come reagisci ai loro commenti?

I commenti sono essenziali. Non già per “indirizzare” in qualche misura la mia pittura, quanto per confermare il rapporto tra me ed il pubblico, chi guarda le opere ed esprime le proprie considerazioni. Ho dedicato una sezione del sito web proprio per questo e, vorrei ricordare, sullo stesso sito potete (se volete) commentare…

“Le Arpie”. Acrilico su cartoncino tipografico 40×30.

 

La tela è senz’altro il supporto che prediligi. Ma nella tua carriera ti sei dedicato anche alle illustrazioni di album del gruppo “Viridanse”. Con loro c’è una particolare sintonia e la stessa arte che si sposa con le parole di Marcello Colozzo e da vita alla copertina del suo libro “Abigail o della Decadenza” (Passerino Editore) convive magnificamente con la musica della new wave in un sodalizio strettissimo, vero?

Facciamo tutti parte di un futuro decaduto dove l’arte funge da comune denominatore. Per le copertine uso normalmente cartoncino tipografico lucido, che con l’acrilico permette particolari cromatismi. Per l’ultima copertina invece ho usato la tela, ho voluto provare…

“Ugolino”, 2014. Acrilico su cartoncino tipografico 40×30.

 

Un altro “critico” sul tuo sito ha scritto che è impossibile non riconoscerti nelle tue opere. In bocca al lupo e che i nostri lettori possano riconoscerti nelle varie forme attraverso cui si esprime la tua arte.

“Minosse”, 2014. Acrilico su cartoncino tipografico, 40×30.
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