Al Teatro Franco Parenti la nuova stagione è all’insegna della continuità

Il Teatro Franco Parenti di Milano ha presentato la sua nuova stagione teatrale 2024-25. Che è all’insegna della “continuità”.
Continuità spaziale
Una continuità che è innanzi tutto “spaziale”. Questo teatro infatti continua sorprendentemente ad espandere i propri spazi, aumentando così il volume utilizzabile per moltiplicare fantasia, creatività e progettazione artistica.
Così è stato per la piscina, che è diventata quel luogo magico, i Bagni Misteriosi, che accompagna il pubblico milanese attraverso le stagioni.
Anche la Palazzina degli artisti si è trasformata subito in una fucina creativa per giovani attori in Residenza.
Prima dell’estate poi, si è aggiunta una nuova sala e non per soprelevazione, come verrebbe da pensare, ovvero realizzando in altezza uno spazio ulteriore, ma scavando “nel ventre” del teatro stesso. Una sala suggestiva, fatta a gradoni che scendono verso gli abissi, immaginata dalla direttrice del Parenti, Andrée Ruth Shammah per Chi come me, uno spettacolo toccante da lei diretto, sul disagio giovanile.
Da poco invece, sta prendendo forma in largo Franco Parenti che costeggia il Teatro, una piazzetta, un piccolo spazio verde offerto alla città, con tanto di altalena, pendolo leggero verso l’infinito.
Continuità nel sostegno
La continuità spaziale prima immaginata nella mente vulcanica della sua direttrice è resa possibile grazie anche alla continuità del sostegno di istituzioni e privati. Comune di Milano, Regione Lombardia ma anche tanti cittadini privati e aziende che considerano l’arte e la cultura come volano economico per il paese.
Sinergie virtuose, che hanno dato vita al “modello Milano”, sono con Intesa Sanpaolo, Fondazione Cariplo, a2A , o Pirelli, sponsor dal 1996. Ultimamente la Fondazione Guido Venosta collabora con il Parenti per lo spettacolo Chi come me.

Continuità con la sua storia
E dentro questi spazi rinnovati (passibili di ulteriore espansione futura), continua però la storia del Teatro Franco Parenti, che appartiene ormai a quella di Milano.
Come se un leggero e ostinato filo di seta attraversasse i cinquanta anni da poco festeggiati.
Un filo che crea legami, percorsi anche solo immaginati. Vite, tracce, idee, artisti, attori, testi, autori tutto si intreccia con la sua storia.
Tra le produzioni in programma questa stagione troviamo Chi come me, vibrante successo della stagione passata. Di Testori è Factum est, dramma scritto per Andrea Soffiantini nel 1980, che sarà di nuovo in scena quaranta anni dopo.
Gioele Dix continua con i suoi Giovedix con la leggerezza e profondità che lo contraddistinguono. Nei sette appuntamenti, guiderà il pubblico in un viaggio attraverso la letteratura femminile. Nora Ephron, Alice Munro, Lydia Flem, Dorothy Parker, Almudena Grandes, Kressman Taylor e Oriana Fallaci con le loro vite ricchissime ci ricordano gli anni travagliati da cui proveniamo. Dix firma anche la regia di Pirandello Pulp, con Massimo Dapporto e Fabio Troiano.
Continua la collaborazione con i Gordi, voluti al Parenti dalla Shammah anni fa che portano Pandora e Note a Margine, spettacolo anche in tournée.
Il Misantropo di Molière diretto dalla Shammah, sarà interpretato da Fausto Cabra, protagonista anche in Scene da un Matrimonio, diretto da Raphael Tobia Vogel che dirige anche Costellazioni.
Torna Cecchi in La leggenda del santo bevitore di J. Roth e Filippo Timi con Amleto 2 che vide il suo debutto al Parenti nel 2011.
Ospitalità
Tante sono le ospitalità. Anche tra queste ce ne sono alcune nel segno della continuità.
Come l’omaggio a Vitaliano Trevisan, autore che ha spesso collaborato con il Parenti. O Ciarlatani di Pablo Remòn che firma anche la regia, che vede in scena Silvio Orlando e Francesco Brandi da anni sul palco del Parenti. Torna Lino Guanciale in L’uomo più crudele del mondo, testo e regia di Davide Sacco. E Giuliana de Sio insieme a Valerio Binasco in Cose che so essere vere.
Geppi Cucciari è in Perfetta, ultimo testo di Mattia Torre, drammaturgo e sceneggiatore scomparso nel 2019. Marco Baliani diretto da Maria Maglietta, porta Kohlhaas testo tratto insieme a Remo Stagno dall’opera omonima di Heinrich von Kleist.
Boston Marriage, di David Mamet, diretto da Giorgio Sangati vede in scena Maria Paiato, Mariangela Granelli e Ludovica D’Aria.
L’invito resta sempre quello di “imparentarsi” col Parenti per “ tornare a parlare d’amore”.
E se tornassimo a parlare d’amore? È infatti il titolo della stagione e anche l’augurio di Andrée Ruth Shammah perchè si crei con il suo pubblico amore per lo stare insieme, per la poesia, la letteratura.

Tante le possibilità di abbonamento.
Teatro Franco Parenti,
Via Pier Lombardo 14, Milano