Usa: ecco la pillola anti-Hiv

Dopo tre decenni arriva il primo  trattamento di prevenzione contro l’Aids. Si tratta della Truvada, una pillola che, a parere degli esperti, potrebbe ridurre del 75% il rischio di contagio fra coppie eterosessuali sempre però se usata in combinazione con il preservativo.

Ora si attende la pronuncia del FDA, ovvero l’agenzia americana del farmaco, che il prossimo 15 giugno potrebbe esprimersi a favore del lancio sul mercato di questo medicinale. Secondo indiscrezioni la maggior parte del consultivo del FDA ha già comunicato di esserne a favore.
La pillola in questione viene prodotta dal laboratorio statunitense Gilead Sciences Inc (California) la Truvada è in uso dal 2004 per attenuare i sintomi degli individui sieropositivi, ma ad un prezzo decisamente proibitivo: usarla per un anno costa fra gli 11 e i 14mila dollari.
L’efficacia preventiva della pillola era già stata dimostrata da alcuni test clinici condotti fra il luglio 2007 e il dicembre 2009 in diversi paesi tra cui Brasile, il Sudafrica e gli Stati Uniti, dove era emerso che il medicinale aveva ridotto del 44% il rischio di infezione anche tra omosessuali che utilizzavano il preservativo.
Mentre quindi si attente il responso della FDA le polemiche si fanno accese. Sono molte le associazioni che hanno lamentato  il rischio che si potrebbe creare se la pillola venisse  in circostanze in cui uno dei due soggetti sia sieropositivo: verrebbero solo incentivati atteggiamenti e comportamenti a rischio.
Di questo parere è  Michael Michael Weinstein, presidente della AIDS Healthcare Foundation, che ha dichiarato: “Truvada sarà una catastrofe per la prevenzione dell’HIV, finirà per incoraggiare comportamenti a rischio, smantellando decenni di campagne di informazione all’insegna del sesso sicuro”.
Di contrario  avviso  il Dr. Barry Zingman, Direttore dell’AIDS Center al Montefiore Medical Center di New York, che ha fatto notare come a suo tempo: “Anche il programma ‘siringhe pulite’ venne accusato di incoraggiare la tossicodipendenza e invece ha finito solo per diminuire drasticamente i casi di epatite e di Aids tra i drogati”.
In trentanni l’AIDS ha fatto 46 milioni di morti in tutto il mondo, siamo davvero vicini ad una svolta storica? Che sia così o meno la cosa migliore da fare è sempre quella di usare la testa e ricordare che prevenire è meglio che curare, sopratutto quando una cura alla malattia latita.

Enrico Ferdinandi

13 maggio 2012

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