Mister IGNIS: un esempio per l’Italia di oggi

Mister  IGNIS:  un esempio per l’Italia di oggi

Il libro di Gianni Spartà  intitolato  “Mister  Ignis” , dal quale è stato tratto il film tv andato in onda il 12 e 13 maggio su Rai 1, mi ha destato qualche ricordo personale, che mi piace riportare  in prima persona.

Quel libro io ce l’avevo! Mi sono messa a cercare febbrilmente negli scaffali dove i libri, muti ricettacoli  di conoscenza  nonché   dell’assalto impietoso  degli acari, attendevano di essere riordinati.   Il libro l’ho alfine trovato ed è proprio quello che, dopo ben dodici anni dalla sua edizione del 2002, viene  a testimoniare  l’intera vita di  quell’uomo speciale che era Giovanni Borghi, interpretato  da  Lorenzo Flaherty, debbo dire con la  forza  espressiva che richiedeva il personaggio

Il libro, infatti, mi fu regalato nel  2004  da una mia carissima amica, di ritorno da Comerio, sul lago di Varese,  dopo la morte della Signora Maria Borghi  (Anna Valle nella fiction), di cui era stata per  quattro anni  la fidata “dama di compagnia”.  Quest’amica, spagnola  originaria dei Paesi Baschi, era stata la seconda  moglie di un noto politico socialista italiano degli anni ’70  e, dopo la sua morte, ebbe la  necessità di  trovare un’occupazione. Tramite amicizie,  le sue credenziali  le facilitarono l’entrata in casa Borghi  come persona fidata.

In quei lunghi quattro anni, la mia amica  mi disse un gran bene  della Signora Maria, dei figli e dei nipoti, che l’hanno trattata come una di famiglia. Per  rispetto della privacy non posso rivelare qualche innocente  indiscrezione  confidatami dalla mia amica, ma  ebbi modo di capire  che  la famiglia dei Borghi  aveva ereditato dal padre Giovanni  il senso di unione del clan,  il rispetto per il denaro  e il rispetto dei dipendenti, ai quali non lesinava riconoscimenti  extra  al di là  dello stipendio  mensile.  La mia amica  aveva a disposizione  un’automobile  con la quale portare a spasso l’anziana Signora Maria intorno al Lago di  Varese e della quale servirsi anche per  incombenze personali.  Se i miei ricordi non vanno errati, dopo la morte della Signora, le venne  regalato  un suo anello  prezioso quale riconoscimento  dell’ assistenza fedele e scrupolosa.

La prefazione di Berlusconi
Ora, col libro in mano, lo sfoglio e… con  rinnovata sorpresa  dovuta alla distanza di anni, vedo che la prefazione  porta una firma  quanto mai  particolare, quella di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere ci racconta  della sua infanzia  nel  quartiere popolare “ Isola Garibaldi”  di Milano insieme al suo amico Fedele Confalonieri (ora presidente Mediaset),  nipote  di Giovanni Borghi, allora non ancora famoso. Poi i ricordi dell’adolescenza, l’oratorio, gli studi liceali,  la musica coltivata insieme come retaggio familiare, le loro esperienze  di  intrattenitori  pianisti sulle navi.  Ho ricordato che  la mia amica mi disse che spesso a Comerio  la vedova Borghi riceveva le visite del nipote  Fedele Confalonieri, a quanto sembra  fedele di nome e di fatto.

Borghi e il miracolo economico

Giovanni Borghi  fu l’ uomo che portò nelle case italiane  gli elettrodomestici  Ignis,  simbolo dell’energia  del  fuoco.  Dai  semplici  “fornelli” a piastra  della produzione iniziale,  alle cucine a gas  e ai frigoriferi, le massaie potevano rialzare le spalle   in quell’Italia degli  anni ’50  quando  timidamente  iniziava la ricostruzione  dal dopoguerra.   Il libro di Spartà rievoca tutta la storia dell’uomo  Borghi intrecciata con le vicende familiari, un uomo  che senza tentennamenti seppe  prevedere  le potenzialità del mercato  e fondare un impero industriale ispirandosi alle politiche  economiche d’oltreoceano.
Non a caso, il libro di Gianni Spartà  torna in auge dopo tanti anni in un momento italiano in cui la sua  rilettura  può essere di esempio e di  sprone  a  mollare  gli ormeggi, a indicare che, laddove esistano delle forze anche minime per ripartire,  non  si debba fuggire  dalle difficoltà oggettive e dal sacrificio, ma osare un po’ come le aquile.

Angela Grazia Arcuri

Roma,  13 maggio 2014

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