Approvato il decreto omnibus – tra le altre cose la moratoria sul nucleare

di Loris Tarli

In una giornata tesa in Aula, con tutte le opposizioni che hanno attaccato la maggioranza sul nodo referendum, è stato approvato il decreto omnibus – con cui il governo si è impegnato a recepire, senza però arrivare al voto, un ordine del giorno del Pdl che lo impegna a “rendere definitiva la sospensione” del programma sul nucleare. Hanno votato a favore 313 deputati, contrari 291, due gli astenuti.Durante l’esame in Senato il governo ha cancellato l’impianto normativo sulle nuove centrali nucleari per evitare che gli italiani vadano a votare il referendum del 12 e 13 giugno. Ma non è tutto, in quanto questo decreto non bloccherà automaticamente il referendum – infatti, una volta che il decreto sarà stato convertito in legge e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, spetterà alla Corte di Cassazione decidere se il provvedimento sia sufficiente a far revocare il referendum.

 

E’ importante specificare che la Suprema Corte non prenderà in esame le norme prima della loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, bensì dopo che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avrà promulgato il testo.

 

Il decreto cancella le norme sulla costruzione delle centrali nucleari per cercare di evitare che gli italiani votino il referendum del 12 giugno e amplia la possibilità della Cassa deposito e prestiti, che potrà entrare nel capitale di società ritenute strategiche dal governo. La parola passa adesso all’ufficio centrale della Corte di Cassazione, ultima speranza dei referendari, che dovrà stabilire se le nuove norme rendano inutile o meno lo svolgimento del referendum sull’energia atomica.

La decisione sul voto, se pur attesa, ha fatto indignare il centrosinistra e il Comitato promotore dei referendum. Duro il commento della responsabile Ambiente del Partito Democratico: «Nelle norme che l’esecutivo vuole imporre non c’è nessun abbandono del piano nucleare ma solo un rinvio per evitare il giudizio dei cittadini che, come già dimostrato dal voto in Sardegna, è nettamente contrario al ritorno delle centrali nucleari in Italia».

Il decreto ha all’interno anche altre proposte da far diventare legge – rivede i limiti agli incroci tra stampa e televisione, aumenta le risorse al Fondo unico per lo spettacolo e prevede un piano straordinario per la zona archeologica di Pompei ( che, alcuni mesi fa, ha concentrato l’attenzione dei telegiornali nazionali, per via  dei crolli che hanno interessato importanti strutture della zona).

 

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