Napolitano firma il Dl sviluppo. Spiagge concesse per vent’anni ai privati

di Francesco Coppola

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato, in data odierna, il decreto legge sullo sviluppo che, dopo i rilievi mossi dall’Unione Europea per quanto riguardava la questione della “privatizzazione” delle spiagge italiane, era incappato in degli approfondimenti che ne avevano bloccato l’emanazione.

Nella nota diffusa dal Quirinale si fa sapere che “Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha oggi emanato il decreto-legge recante prime disposizioni urgenti per l’economia nel testo risultante dalle consultazioni intervenute tra il Governo e la Presidenza della Repubblica secondo una corretta prassi di leale collaborazione istituzionale”, e si sottolinea anche che per quanto concerne le “disposizioni in materia di credito contenute nel decreto-legge il Capo dello Stato auspica il più sollecito recepimento della direttiva europea 2010/76 sulla dirigenza bancaria, con il conseguente adeguamento dei poteri di vigilanza regolamentare della Banca d’Italia”.
Nello specifico della questione spiagge, dopo le aspre polemiche delle ultime settimane sulla durata di novant’anni del diritto di superficie che si concedeva ai privati, è stato deciso di ridurlo a venti. Nonostante questo, la Fai e il Wwf ribadiscono il loro allarme per quella che considerano una vera e propria truffa. Infatti, se è vero che ora il diritto di superficie è stato ridotto, è anche vero che prima del decreto non era contemplato dalla legislazione italiana. In precedenza esisteva il diritto di concessione il quale prevedeva che gli immobili, anche se costruiti da privati, rimanevano di loro proprietà solo per la durata della concessione, poi passavano al demanio. Ora invece, sostengono le due associazioni “con l’introduzione del diritto di superficie se lo Stato vorrà le spiagge libere da infrastrutture, una volta scaduto il termine dei vent’anni, dovrà pagare ai privati il valore degli immobili realizzati perché questi saranno a tutti gli effetti di loro proprietà e quindi potranno essere venduti o ereditati”.

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