Arrestato Valter Lavitola, latitante dal 2011: per lui fra l’altro l’accusa di corruzione internazionale

E’ rientrato in Italia questa mattina Valter Lavitola, l’ex direttore dell’Avanti, latitante in Sudamerica dal 14 ottobre 2011, e si è costituito alle forze dell’ordine. Il suo aereo proveniente da Buenos Aires è atterrato a Fiumicino alle 6:41. Per lui tra le nuove accuse quella di corruzione internazionale. Avrebbe versato ad alcuni politici panamensi delle tangenti per ottenere i permessi di realizzare alcune carceri, lavori che avrebbero fruttato a Lavitola compensi milionari. Secondo i magistrati Lavitola avrebbe ricompensato con somme di denaro il presidente di Panama Ricardo Martinelli, il ministro della giustizia Roxana Mendez ed altri esponenti di Governo.

Dopo l’arresto Lavitola è stato trasportato nel carcere di Poggioreale dove è tutt’ora detenuto. Le altre accuse contro l’ex direttore di Avanti riguardano alcune somme incassate a titolo di contributi per l’editoria dal suo giornale sottratte dalle casse della società editrice e destinate ad altri soggetti residenti all’estero. La Procura di Napoli da tempo sta portando avanti una lunga e difficile indagine contro Lavitola, per ora i reati che gli sono contestati sono associazione per delinquere, emissione e utilizzo di fatture false, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e truffa. La somma complessivamente erogata per l’Avanti è di oltre 23 milioni di euro e le sottrazioni sarebbero iniziate a partire dal 1997. Sono stati inoltre individuati oltre 500 mila euro ricevuti dal partito politico di Silvio Berlusconi, Forza Italia, su cui però gli inquirenti stanno ancora indagando. Inoltre su Valter Lavitola è stata già emessa dal tribunale di Bari una richiesta d’arresto, nell’ambito di un’inchiesta riguardante una presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. Un ulteriore richiesta di arresto per l’affarista napoletano arriva dai magistrati di Napoli impegnati in due inchieste parallele, una prima che riguarda alcuni presunti finanziamenti illeciti all’editoria e una seconda riguardante le attività all’estero del faccendiere, comprendenti l’accusa di reato di corruzione internazionale, bancarotta fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Valentina Vanzini

16 aprile 2012

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