Manovra: slittano le liberalizzazioni, si lavora su pensioni e Imu

Per cercare di andare incontro alle richieste dei sindacati e dei partiti politici il governo Monti potrebbe decidere di effettuare un “prelievo sulle pensioni d’oro”. Di cosa si tratta? A spiegarlo il ministro del Welfare, Elsa Fornero: «C’è una mia proposta di una misura per il 25% come contributo di solidarietà sulle pensioni sopra i 200mila euro. Io la proposta la faccio, la palla passa a voi, al Parlamento.

Non è un contentino, risponde a una esigenza di equità tra le generazioni».
Intanto nelle commissioni Finanze e Bilancio della Camera sono arrivati gli emendamenti del Governo che ridisegnano l’intervento su indennità dei parlamentari e taglio delle province. Ancora da delineare invece altre due questioni, che sono anche quelle più attese, ovvero lo sblocco della deindicizzazione delle pensioni e alleggerimento dell’Imu, l’imposta sulla casa. Sempre la Fornero ha affermato: «Queste sono le ore in cui spero che chiuderemo non con la soddisfazione di tutti, che non è possibile, ma spero con maggiore fiducia sul futuro. Faremo in modo che ci sia, a parità di saldi, un’attenuazione rispetto a questo forte incremento della vita lavorativa richiesto. Ma un’attenuazione è comunque qualcosa di modesto».
Sono slittate momentaneamente al 2013 tutte le liberalizzazioni tranne quella sui farmaci di fascia C. Al Parlamento inoltre spetterà la decisione sulla tanto discussa “questione stipendi dei parlamentari”, per far si che gli stipendi di onorevoli e parlamentari siano eguagliati a quelli della medie europea. Terreno questo che ha visto nascere negli ultimi mesi molte polemiche e che ha diviso i politici fra chi non vede in ciò una soluzione e chi, come la Mussolini pensa che sia il caso che chi ha un patrimonio e delle entrate cospicue debba, in questo momento di crisi, prestare il servizio da parlamentare senza esser retribuito, per dare il buon esempio.  Cambiamenti che comunque dipendono da quanto tempo impiegherà la Commissione Giovannini ha concludere i lavori, Fini ha ricordato che: “ se la Commissione non concluderà i lavori entro il primo gennaio e nel più breve tempo possibile, procederemo autonomamente alla riforma prevista. Serviranno almeno 15 giorni e comunque entro fine gennaio daremo corso alle modifiche dei meccanismi relativi alle indennità”.

13 dicembre 2011

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