Il Museo Martinitt e Stelline fa rivivere alcune pagine del suo archivio

Idea suggestiva quella del Museo Martinitt-Stelline di Milano, di infondere vita ai fogli ben ordinati del suo archivio, proponendo un ciclo di “letture sceniche musicate” delle vite di persone transitate nei suoi luoghi di accoglienza. L’archivio diventa cosi una magica macchina del tempo che ci fa rivivere storie passate. Dalla carta conservata prendono forma delle sagome umane, con una storia, un nome, un’età, una voce, dei sentimenti.

Alessia Bedini è la voce recitante, mentre Emanuele “Manolo” Cedrone crea l’emozione musicale con le percussioni in una sala del Museo stesso, in Corso Magenta 57 nel ciclo di incontri dedicati a “I documenti raccontano”.

Le tante storie inizialmente a sé stanti, finiscono con l’intrecciarsi tra loro, fino a disegnare un fantastico arabesco: c’è la storia dell’istituto, quella di Milano, quella di un’Italia che si va formando, quella degli orfani, degli educatori. In questo istituto infatti, nato verso il 1530 e in quello delle Stelline fondato nello stesso periodo per le orfanelle, accanto al vitto e all’alloggio si dava un’istruzione, si insegnava un mestiere, si creavano vincoli sociali e affettivi capaci di dare centratura ai piccoli orfani e orfanelle privi di radici e affetti. Talvolta la loro storia resta anonima, persa nell’immensità del panorama di altre storie; talvolta invece inciampa nella Storia e contribuisce a dare pennellate al quadro storico del nostro paese.

È il caso per esempio della “Papessa Rossa”, Linda Malnati (1855-1921) cosi soprannominata per i suoi tentativi di avviare un processo di laicizzazione dell’istituto Martinitt-Stelline. Era maestra comunale e consigliera delegata dell’orfanotrofio femminile di Milano, tra le principali organizzatrici del movimento operaio femminile in questa città lombarda post unità dove le donne contavano ancora poco e non potevano ancora votare.

Ci sono poi storie tristi, come quella di “Nando e i suoi fratelli”, precipitati nella miseria e nell’abbandono in seguito al decesso del padre, avvocato psicolabile, avvenuta nel 1916. I tre fratelli verranno allontanati dalla madre, passeranno al Martinitt e uno di loro inizierà una vita ai limiti della legalità dove troverà la morte. O di speranza di “Una nuova vita sulla nave scuola Scilla”, racconto delle avventure dei primi Martinitt che, a partire dal 1924, decisero di lasciare l’Orfanotrofio per avviarsi alla carriera marinaresca. Queste per esempio, le vite “ricostruite” con i documenti dell’archivio, nell’incontro di sabato 21 Gennaio 2012.

Altre vite, altre emozioni restano da scoprire nei futuri incontri del sabato pomeriggio sempre alle 17h. Alle letture sceniche gratuite è possibile abbinare, al costo di 5 euro, il laboratorio didattico di approfondimento “I documenti raccontano”, dedicato all’analisi e all’utilizzo delle fonti d’archivio (su prenotazione). I 18 incontri gratuiti- tranne il laboratorio- si terranno a cadenza mensile fino a dicembre 2012, con repliche nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario delle 5 Giornate di Milano, della XIV Settimana della Cultura, delle Giornate Europee del Patrimonio.

Ricordiamo le prossime date: 25 febbraio,20,21,22 marzo settimana delle 5 giornate di Milano,14 e 15 aprile in occasione della giornata europea del patrimonio, 19 maggio per la notte bianca dei Musei, 23 giugno.

Info:
Museo Martinitt- Stelline, Corso Magenta 57– Milano – 02.43006522.
Per la partecipazione alle letture è gratuito, mentre il costo del laboratorio didattico sarà di € 5, per entrambi la prenotazione  è obbligatoria al numero 02/430065.22, dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 18.30 oppure con mail a [email protected]

Raffaella Roversi

01 febbraio 2012

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