Legambiente attacca il Presidente della Provincia Podestà

A  Milano è emergenza inquinamento, aggravato dalla situazione meteo stagnante,  ed anche la pioggia attesa per questi giorni non migliorerà la situazione. Si studiano interventi strutturali ma pare non ci sia accordo tra i sindaci dell’hinterland, che hanno bocciato all’unanimità il blocco domenicale del traffico.  Una cosa è certa e urgente, irrinunciabile e non procrastinabile: abbattere le polveri sottili che stanno toccando livelli molto oltre il consentito, ma soprattutto che si stanno mantenendo per troppi giorni.

Al tavolo della Provincia è stata approvata la carta antismog, ma è stata congelata la misura che prevede il blocco del traffico a targhe alterne, che doveva scattare lunedì prossimo, in attesa di vedere come andrà a Brescia che ha già adottato il provvedimento.

Ma le incomprensioni anche in questo caso non si contano e sopra tutte si fa sentire la voce di Legambiente, che accusa il presidente della Provincia dicendo: “Podestà non si nasconda dietro le procedure e mantenga fede alle promesse fatte nella riunione coi sindaci ”, riferendosi alla mancata applicazione del  limite di velocità di 70 all’ora, per il momento bloccato, dal tira e molla di responsabilità tra Provincia, Serravalle e Anas. Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente, è furioso e dice:” Si è fatto saltare il blocco domenicale del Comune di Milano ma ora la nuova centralità della Provincia deve esprimersi in una o più misure antismog”.

Per affrontare l’emergenza Legambiente chiede vegano effettuati più controlli, a partire dai  camion euro 0, 1, 2, così come richiede un impegno concreto dai cittadini per tenere temperature più basse negli appartamenti, negli uffici e nei negozi, e la delineazione di un area dove sia obbligatorio  circolare a 30 Km/ora, specie vicino alle scuole e ospedali, nonché la riduzione della velocità, a 80 Km/ora sulle strade provinciali e 90 Km/ora sulle autostrade, per tutti i giorni di superamento dei limiti di qualità dell’aria. Se si vogliono vedere dei risultati,  dice Andea Poggio,  “E’ ora di finirla con lo sport di porre in alternativa ciascuna delle misure di emergenza che, invece, devono essere applicate tutte insieme, come spesso succede nelle altre città europee”.

Andrea Poggio ha voluto rispondere alle parole di Podestà replicando :”Al Presidente della Provincia di Milano noi chiediamo che cosa stia facendo per evitare nuove emissioni inquinanti. Intanto, se bloccasse le strade provinciali agli euro 3 diesel avrebbe contribuito a raddoppiare l’efficacia dei divieti dei comuni della provincia. Senza la Provincia i divieti sono stati depotenziati del 35% circa. Inoltre potrebbe, almeno in questi giorni, chiedere alla Polizia provinciale di controllare chi circola in violazione dalle ordinanze comunali e regionali. O semplicemente chi supera i limiti di velocità. Altrimenti, non solo non fa niente di pratico, ma non mantiene neppure la parola data. Comportamento, anche ideologicamente, riprovevole.”

Aspetteremo gli sviluppi su un tema tanto scottante, che nessuno ha il coraggio di affrontarlo seriamente, perchè teme di urtare la suscettibilità dell’uno o dell’altro schieramennto o di una corporazione anziché l’altra. Qui non si tratta di accontentare qualcuno, perchè dalla qualità dell’aria dipende la salute di tutti, quindi l’unità di intenti è indispensabile per addivenire ad un risultato che sia duraturo e che soprattutto sia significativo e non aleatorio come quello dato dal blocco domenicale una tantum, penalizzante per quei pochi che usano l’auto solo la domenica, magari l’unico che possono trascorrere insieme alla famiglia e fare qualcosa di diverso dall’alienante lavoro settimanale.

di Sebastiano Di Mauro

2 dicembre 2011

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