USA: Trump chiama “cessi di paesi “, Haiti, El Salvador e i paesi Africani. Rabbia della comunità internazionale

USA: Trump chiama “cessi di paesi “, Haiti, El Salvador e i paesi Africani. Rabbia della comunità internazionale
Il 45° presidente Americano Donald Trump durante un'intervista - Foto: CNN

Haiti, EL Salvador e i paesi Africani, sono tutti “cessi di paesi” secondo i propositi proliferati da Donald Trump l’11 gennaio scorso. Insulti indigesti che hanno scandalizzato la comunità internazionale

WASHINGTON D.C – Donald Trump ha tentato di negare di aver esclamato questa affermazione durante una riunione con i parlamentari alla Casa Bianca, portando l’attenzione sulla questione dell’immigrazione. Ha soltanto riconosciuto di aver usato un “linguaggio duro”, come riporta l’autorevole The Washington Post. Tuttavia, il senatore democratico presente alla riunione nello studio ovale, Richard Durbin, ha sentito e confermato i propositi “pieni di odio, propositi razzisti”, aggiungendo che non riusciva a credere alle sue orecchie. In effetti, sembra davvero difficile che il presidente americano, peraltro dalla stanza del potere e delle decisioni storiche di ogni presidente, possa aver proliferato simili affermazioni. Difficile sì, ma certamente non impossibile se si tratta di un personaggio del calibro di Trump.
Ricordando il passato turbolento di “The Donald”, il portavoce dell’UA, Ebba Kalondo ha dichiarato che le parole di Trump “disonorano i principi stessi degli Stati Uniti e la loro tradizione di rispetto della diversità e della dignità umana”.

Da Dakar il presidente Senegalese Macky Sall ha pubblicato un tweet indignato e convocato, proprio come lo ha fatto il Botswana o Haiti, l’ambasciatore Americano nel paese. Il militante del radicalismo nero, Kemi Seba ha scritto sul sito Senegalese Senenews: “Evidentemente, i nostri paesi, paesi di merda, sapranno ricordarsi di questi propositi, noi che accogliamo da molto tempo, le vostre basi militari senza battere ciglia. Grazie di permettere ai numerosi addormentati di risvegliarsi. Nella giornata di venerdì, l’ambasciatore americano di Panama annunciava le sue dimissioni, come riportato dal sito El Nuevo Herald. Nonostante il diplomatico, John Feeley, non menzioni lo scandalo in corso, le sue dimissioni sopraggiungono proprio dopo lo scandalo in questione, ricorda il giornale. La sua lettera indica che si era “impegnato a servire fedelmente il presidente (…), anche senza essere d’accordo con alcune sue politiche”, ma anche che il giorno di presentare le sue dimissioni in nome dei suoi principi era giunto.

A El Salvador, un paese recentemente preso di mira dall’espulsione programmata fino al 2019 di 200 000 migranti salvadoregni presenti negli Stati Uniti, la reazione ufficiale alle affermazioni di Trump sono tardate nell’ottica di “un’attesa prudente” di un comunicato della Casa Bianca che chiarisca o smentisca i propositi di Trump, come riporta il sito americano Univision.

IMMAGINE DEGRADANTE

“Nessuno ci salverà dal razzismo di M. Trump”, ha scritto un editorialista del New York Times, che prosegue: il Presidente non è l’unico ad avere una simile opinione dei paesi in via di sviluppo. Non ha svelato una nuova forma di razzismo, ha solo, una volta ancora, rivelato un razzismo latente che esiste da molto tempo”.
A Port Au Prince, il sito Le Nouvelliste, esorta i suoi lettori “a svegliarsi” nei confronti di un presidente americano incontrollabile. Inutile tentare di spiegare a Trump la storia dei legami che uniscono Haiti e gli Stati Uniti da molti anni.
Infine, una delle reazioni più virulente è arrivata dall’ex presidente Messicano Vicente Fox attraverso un tweet sprovvisto di qualsiasi buon senso diplomatico “La sua bocca è il buco di m… più immondo del pianeta”.

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