Siria: l’ONU evacua parte del suo personale

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha annunciato lunedì che farà evacuare una parte del proprio personale in Siria a causa del deterioramento delle condizioni di sicurezza. Nel corso degli ultimi giorni, diversi attacchi si sono succeduti nel cuore di Damasco, soprattutto nella zona in cui si trova l’albergo che ospita il personale dell’ONU.  

“La squadra di coordinamento del dispositivo di sicurezza dell’ONU ha valutato la situazione e ha deciso di ridurre temporaneamente la presenza del personale a causa dei livelli di insicurezza. Noi cerchiamo attualmente delle località più sicure”, ha dichiarato il portavoce del segretario generale, Martin Nesirky, nel corso della conferenza stampa avvenuta nella sede del palazzo di vetro a New York, sede dell’ONU.

 

La maggior parte del personale dell’ufficio del rappresentante speciale congiunto dell’ONU e della Lega araba per il conflitto in Siria, Lakhdar Brahimi, è stato trasferito in Libano, al Cairo e in Egitto. I membri del personale siriano dovranno lavorare dal loro domicilio fino a nuovo ordine. 

“Queste misure sono state prese unicamente per motivi di sicurezza”, ha sottolineato il portavoce. “Le Nazioni Unite mantengono il loro impegno nel sostenere le zone di conflitto della Siria per trovare una soluzione politica”.

 Attualmente a Damasco ci sono un centinaio di persone dell’ONU e circa 800 persone di personale nazionale. Lavorano per conto dell’ufficio del rappresentante speciale congiunto, dell’ufficio del coordinamento degli affari umanitari o ancora per conto di agenzie del sistema ONU. Queste agenzie e i loro partner continueranno a fornire un’assistenza umanitaria ai milioni di bisognosi nel paese. “L’ONU manterrà la sua presenza in Siria con personale sufficiente per perseguire le sue operazioni umanitarie e prestare assistenza ai civili. Ciò costituisce una priorità per l’ONU”, ha voluto sottolineare il portavoce. Certamente questa decisione è una chiara testimonianza della drammaticità della situazione siriana che continua a peggiorare. 

Manuel Giannantonio

27 marzo 2013

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