Siria, attentati a Damasco: numerosi morti, il regime vacilla

Almeno 31 persone, per la maggior parte, civili, sono stati uccisi in un attentato, un autobomba, nei pressi della sede del partito Baas, nel centro di Damasco, secondo un bilancio redatto dall’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSHR).

“Almeno 31 persone sono state uccise e altre decine ferite nell’attentato. La maggior parte sono civili”, ha indicato l’ONG che si avvale della collaborazione di militanti e di medici che operano nel paese. Secondo il canale ufficiale siriano, Al Ekhbariya, si tratta di un attento suicida. L’agenzia ufficiale siriana Sana ha invece dichiarato che l’esplosione ha ucciso “un gran numero di civili….”. 

 

Tre ore dopo, si è verificato un altro attentato nei pressi della sede dello Stato maggiore siriano nel cuore di Damasco, come riportato dal canale ufficiale di informazioni siriano e dall’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH). La sede del partito situata nella piazza fortificata degli Omeyyades fu già bersagliata il 26 settembre scorso da un doppio attentato che ha ucciso quattro guardie.

Le truppe del regime respingono da alcuni mesi i tentativi dei ribelli di penetrare all’interno di Damasco, posto centrale e forte del potere, e bombardano l’artiglieria pesante della resistenza ribelle nella periferia. I ribelli hanno recentemente moltiplicato i loro attacchi nella capitale. Martedì, due bombe sono precipitate in prossimità di un palazzo presidenziale a Damasco, per la prima volta dopo l’inizio del conflitto. 

 

Manuel Giannantonio

21 febbraio 2013

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