Grecia: una realta’ che peggiora nell’indifferenza europea

I differenti piani di salvataggio della Grecia sono stati accompagnati da una cura drastica fondata sul rigore. Milioni di greci della classe media si sono brutalmente ritrovati sotto la soglia della povertà.  

Quattro anni dopo l’inizio della crisi il bilancio del piano di salvataggio della Grecia è sostanzialmente disarmante. La dignità del popolo greco è calpestata ogni giorno e peggiora con il progredire del tempo che non sembra portare con sé, almeno per ora, soluzioni per una situazione che l’Europa sembra voler ignorare. Seguendo uno dei principi fondanti del giornalismo ovvero divulgare le informazioni cerchiamo di descrivere quello che succede in un paese letteralmente in ginocchio nell’indifferenza del continente di cui è parte integra.

L’austerità, la politica tanto voluta dalla cancelliera Merkel, padrona di una Germania padrona d’Europa,  le riduzioni dei salari, le pensioni tagliate quattro volte in un anno, l’aumento delle tasse quasi quotidiano hanno contribuito a togliere il fiato alla Grecia e alla maggior parte dei suoi abitanti. L’ombra della miseria si è affacciata sulla nazione, probabilmente per il volere del sistema bancario europeo. Una crisi che non è solo economica ma che assume la valenza di una crisi sociale pronta a divorarsi la nuova generazione piombata nella disperazione. Tutti i versanti della società sono sia direttamente sia indirettamente coinvolti e l’austerità non risparmia nessuno. Il superfluo è il scontato sono stati tolti a un popolo che sta perdendo la propria dignità di fronte al peggioramento di un processo economico lacerante.   

Ci sono stati aumenti di pazienti anche all’interno degli ospedali psichiatrici, un dato sconcertante che esprime senz’altro il disagio psicologico e sociologico che colpisce la collettività greca, inoltre gli stessi medici devono far fronte a questa terribile situazione con la mancanza di materiali (guanti latex, siringhe, compresse, e altri materiali  e fondamentali per l’esecuzione della professione). Molti di questi pazienti sono semplici ed onesti cittadini che da un giorno all’altro, si sono ritrovati disoccupati e senza mezzi per poter pagare semplici bollette come quelle dell’elettricità  dell’acqua. Secondo le cifre ufficiali, più di 700 000 greci non hanno pagato le loro ultime bollette dell’elettricità.   

Il popolo è immerso in una lotta quotidiana e molti genitori sono costretti a consegnare per un periodo più o meno lungo i propri figli agli orfanotrofi. Molte persone recuperano viveri e vestiti nel corso di distribuzioni organizzate dal partito Alba dorata la cui popolarità è in crescita o addirittura conducendo assalti ai supermercati e per le strade si verificano scene di fame riconducibili solo ricordi bellici. 

La popolazione soffre, anche se le cifre dell’economia nazionale destano un certo ottimismo e il pericolo di uscita della Grecia dalla zona euro è scartato. Mentre la disoccupazione raggiunge oggi il 27% della popolazione attiva, sempre più greci si chiedono se vedranno la luce alla fine del tunnel. Ora però è altrettanto lecito chiedersi se questa situazione possa diffondersi nei paesi dell’Unione Europea data la sconcertante crisi che ci affligge da un po’ di anni e che non sembra davvero dare segni di ripresa, quanto meno non nel futuro immediato. I casi dei suicidi in veneto per la maggioranza ma non solo nel bel paese ignorati proprio come la situazione greca sono una testimonianza chiara e trasparente del diffondersi di uno stato d’animo drammatico figlio di una crisi globale.

Manuel Giannantonio

18 febbraio 2012

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