ONU: droni di sorveglianza per il Congo

Il Consiglio di sicurezza dell’organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato giovedì l’utilizzo di droni di sorveglianza (un robot con limitate capacità decisionali ma che può anche essere comandato a distanza come ad esempio i cosiddetti APR “Aeromobile a pilotaggio remoto”), nell’Est del Congo alfine di studiare gli spostamenti delle milizie e di organizzare le proprie missioni nel mantenimento della pace in amniera più efficace.

In una lettura pubblicata giovedì, il Presidente del Consiglio di sicurezza ha indicato al Segretario generale, Ban Ki-Moon, che i membri de Consiglio insistono sul fatto che gli aerei di spionaggio robotizzati saranno utilizzati a seconda dei casi e che la decisione non stabilirà precedenti quanto alla percezione delle Nazioni Unite sulle “implicazioni legali, finanziarie e tecniche dell’utilizzo dei sistemi aerei telecomandati”. 
La lettera dell’ambasciatore pachistano all’ONU, Massod Khan, attualmente presidente del Consiglio di Sicurezza, è stata girata nella stessa giornata dell’annuncio di un inchiesta speciale sull’utilizzo militare dei droni che gli Stati Uniti utilizzano come armi di prima linea nella guerra che conducono contro Al Qaeda.

Gli assassigni e le ferite dei civili collegati all’utilizzo dei droni saranno nel cuore dell’inchiesta stessa condotta dall’avvocato britannico Bren emmerson, ugualmente in rapporti con l’ONU sulla lotta contro il terrorismo e i diritti dell’uomo. Tuttavia non è previsto che saranno inviati droni di sorveglianza muniti di armi nel Congo.

Manuel Giannantonio

25 gennaio 2013

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