Gaza bombardata, uccisi tre bambini: Israele prepara l’invasione

Il premier Beniamin Netanyahu aprendo stamani la riunione di governo a Gerusalemme ha affermato davanti ai media locali che Israele è pronto ad “espandere in maniera significativa” l’operazione militare su Gaza. Nessun cenno su una possibile tregua con Hamas, anzi il premier israeliano ha detto che i suoi soldati: “sono pronti per qualsiasi attività che possa avere luogo. Il nostro e’ un governo responsabile, e la nostra prima responsabilità è di garantire la sicurezza dei nostri cittadini. Stiamo infliggendo a Hamas un duro prezzo. ‘Zahal’ (forze armate, ndr) ha colpito 1.000 obiettivi terroristici, e continua in questi momenti nelle proprie attività. ‘Zahal’ è pronto per estendere le operazioni in maniera significativa”.

Intanto le bombe continuano a cadere senza sosta su Gaza, a farne le spese, come sempre in questi casi, i cittadini innocenti, nelle ultime 24 ore (tra ieri notte e questa mattina) i raid israeliani hanno causato la morte di tre bambini, altri due sono invece rimasti gravemente feriti. Dall’inizio dell’offensiva, che ricordiamo ha avuto luogo mercoledì scorso, le vittime sono così salite a 48 mentre i feriti sono oltre 450.

Per il quarta volta in due giorni suonano le  sirene a Tel Aviv, nelle prime ore di stamani si sono udite due esplosioni mentre è stato intercettato in volo da una batteria dell’antiaerea “Iron Dome” un razzo sparato da Gaza. Altri quattro razzi palestinesi hanno invece colpito la città costiera israeliana di Ashkelon (a sud di Israele) vicino al confine con Gaza, uno di questi ha centrato un condominio causando numerosi feriti.

Cosa accadrà nei prossimi giorni è difficile a dirsi da una parte sembra imminente un’invasione israeliana dall’altra sembra possibile giungere a una tregua. Difatti il giornale francese France Presse ha raccolto la testimonianza di un alto responsabile palestinese di Gaza che ha affermato: ”Ci sono dei colloqui seri per giungere ad una tregua e un accordo potrebbe essere raggiunto oggi o domani”.
Alle porte di Gaza però sono schierati oltre 30 mila soldati israeliani, pronti ad entrare in azione se come hanno ripetuto oggi molti esponenti militari e politici dello stato ebraico “fosse necessario”.

Sfruttando la superiorità tecnologica l’esercito israeliano, domenica si è impadronito della frequenza 106.7 utilizzata da radio al-Aqsa di Hamas e ha mandato alla popolazione palestinese chiari messaggi di avvertimento: “State alla larga dai miliziani di Hamas, che giocano con le vostre vite”.

I giornalisti presenti a Gaza hanno quest’oggi chiesto  agli altri giornalisti di continuare ad informare su quanto sta avvenendo, in una mail hanno scritto allarmati: “Siete giornalisti anche voi, dovreste sapere quanto è grave questa cosa – riferendosi ai tentativi di bloccare il loro lavoro in questi giorni – per questo vi chiediamo di informare sulla situazione: fate sapere che Israele sta continuando ad attaccare la popolazione civile causando morti e feriti, il cui numero aumenta continuamente. Adesso vuole mettere a tacere anche l’informazione. E qualcuno ha ancora il coraggio di chiamare tutto questo ‘diritto alla difesa’? E chi li difende, i palestinesi? Chi difende la verità dei fatti?”.

Enrico Ferdinandi

18 novembre 2012

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