Stati Uniti: scandalo CIA, spuntano visite della Kelley e della Brodwell alla Casa Bianca

Paula Brodwell e Jill Kelley, le due donne protagoniste del caso CIA che è costato il posto a David Petraeus, il direttore dell’agenzia più nota del mondo, hanno effettuato separatamente diverse visite nella capitale Washington D.C presso la Casa Bianca, dopo l’arrivo di Barack Obama nel 2008, come Presidente degli Stati Uniti d’America.

 

Lo scandalo CIA propone ogni giorno nuovi sviluppi, ma questa volta si tratta di apparizioni all’interno della Casa Bianca, centro nevralgico delle decisioni politiche e non un luogo qualunque. Paula Brodwell, militare di carriera oltre che biografa ufficiale di Petraeus ha effettivamente partecipato a riunioni sull’Afghanistan e il Pakistan proprio all’interno di una zona chiamata Eisenhower. Il primo appuntamento avvenne nel giungo del 2009 con un membro della squadra di governo incaricato dei dossier Pachistani e Afgani mentre il secondo appuntamento si è verificato nel giugno del 2011 con un gruppo composto da circa venti persone.

Per quanto riguarda la bella e provocante Jill Kelley invece sappiamo che ha scambiato una “corrispondenza inappropriata” con John Allen, il capo della coalizione in Afghanistan, si è inoltre anch’essa recata presso la Casa Bianca negli ultimi mesi. Un responsabile americano ha così giustificato le visite della Kelley: “Si è presentata una volta per una visita turistica con la propria famiglia e i suoi figli, e due volte per alcuni pasti nella cantina del personale della presidenza con sua sorella e un impiegata dell’esecutivo incontrato dalla famiglia Kelley a Tampa in Florida nella base aerea McDill”. Dove tra l’altro ha per la prima volta incontrato David Petraeus… La situazione rimane tesa per l’imbarazzo internazionale provocato dalla vicenda e il mistero che avvolge questa vicenda è sempre più fitto, Barack Obama appena confermato come Presidente degli Stati Uniti si ritrova dunque questa cartella in più da gestire, come se il dossier nucleare Iran e la ripresa economica degli Stati Uniti (due dei più grandi problemi da risolvere in politica estera ed interna) non fossero già abbastanza.  

Manuel Giannantonio
17 novembre 2012

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