Iran: in arrivo rafforzamenti delle sanzioni nucleari

Di fronte all’impasse sul dossier nucleare iraniano l’Unione europea ha minacciato sabato 8 settembre di rafforzare le sanzioni già severe contro l’Iran nell’incontro che si è svolto nella capitale Teheran proprio nel momento in cui Mosca ha giudicato che questa situazione nuoce alla situazione economica della Russia.

Nel corso di una riunione a Paphos (Cipro) tra ministri europei degli Affari esteri, numerose voci si sono accomunate in favore di un rafforzamento e di un inasprimento delle sanzioni europee ma anche internazionali, nel’incontro di Teheran.

Gli Occidentali sospettano infatti che l’Iran stia cercando di dotarsi di un armamento atomico sotto la copertura di un programma nucleare civile, cosa puntulmente smentita da Teheran ma non efficacemente. Le discussioni previste a fine agosto tra il capo della diplomazia europea Caterhine Ashton, emissario delle grandi potenze sul nucleare iraniano (il gruppo 5+1 : Stati Uniti, Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Germania) e il suo omologo iraniano Said Jalili, non ha ancora avuto luogo. E un nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) ha allarmato le capitali europee, confermando che l’Iran prosegue nella sua attività di arricchimento dell’uranio.
“Non possiamo accettare che l’Iran cerchi di guadgnare tempo, come è stato fino ad ora, e è questa la ragione per la quale prepareremo nuove sanzioni, in maniera da poter metterle in atto il più rapidamente possibile”, ha indicato nella giornata di sabato il capo della diplomazia tedesca, Guido Westerwell. “Nessuno decide volentieri delle sanzioni, ma un armamento nucleare dell’Iran non è assolutamente accettabile”, ha sanzionato il capo della diplomazia tedesca. “Siamo in una logica di consenso a questo soggetto”, ha confermato il ministro belga, Didier Reynders. Nessuno ha difeso una posizione contraria ha precisato il ministro francese Laurent Fabius.

Se dal lato iraniano non ci saranno evoluzioni in questo senso, la carrellata di sanzioni europee sarà decisa a metà ottobre, nella prossima riunione formale di ministri europei a Bruxelles. Si aggiungeranno ad un arsenale già molto teso di sanzioni bancarie e commerciali, internazionali, completate dalle sanzioni unilaterali decise dall’Europa e dagli Stati Uniti.

La più severa è l’embargo petrolifero messo in atto dall’UE e dagli Stati Uniti, entrato in vigore ufficicalmente nel mese dei luglio. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, ha appena ammesso che il suo paese ha “qualche problema” con il petrolio. L’UE spingerà anche l’ONU ad adoperarsi in questo senso. Ma un rafforzamento delle sanzioni internazionali suppone un lascia passare della Russia. Sabato a Vladivostok (Russia), il capo della diplomazia russa, Seguei Lavrov, ha criticato le sanzioni unilaterali americane che “prendono sempre più un carattere extra territoriale che mina agli interessi delle imprese russe”.

Di fatto, contrariamente alle sanzioni europee che si applicano solo alle imprese straniere sul territorio dell’UE, gli Stati Uniti possono sanzionare tutte le imprese che acquistano petolio dall’Iran. Il nostro ministro degli Esteri Giulio Terzi,si è così espresso sulla facenda: “Se criticano le sanzioni perché colpiscono l’economia, dovremmo anche noi italiani o europei, essere i primi a criticare queste sanzioni”.

Manuel Giannantonio

9 settembre 2012

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