Stati Uniti: modesto discorso di Obama a Charlotte

Se la rielezione di Barack Obama fosse stata determinata dal suo discorso, giovedì 6 settembre nella convention democratica di Charlotte, Mitt Romney, il candidato repubblicano, avrebbe certamente avuto qualche opportunità in più. Barack Obama non ha effettivamente effettuato il grande discorso che ci aspettava da un grande comunicatore del suo calibro. Un grande discorso è molto di più di alcune frasi banali. Nonostante l’entusiasmo della folla e della convention repubblicana per molti Obama è stato deludente.

Probabilmente non è stato all’altezza della moglie e di Bill Clinton che invece si sono dimostrati impeccabili illuminando la convention. Succedendo al vicepresidente Joe Biden, che gli ha concesso un discorso solido anche se a tratti noioso per la gioia dei repubblicani che su Twitter, oramai vero e proprio campo di battaglia in termini di battute da entrambi le parti, si sono scatenati. L’ago della bilancia dunque sembra essersi spostato ora secondo i sondaggi che intravedono una sorta di pareggio tra i due candidati alla Casa Bianca. Certo la situazione per il presidente uscente non è paragonabile a quella del 2008, anno che lo ha visto diventare ufficialmente il 44° presidente degli Stati Uniti. Ora si tratta di convincere il popolo e gli elettori analizzando i meriti e i demeriti della sua presidenza. I suoi quattro anni alla guida del paese non sono stati facili e come ribadito dallo stesso Obama ci vorranno ancora anni prima che il paese possa tornare la grande potenza di un tempo. La questione della disoccupazione rischia di giocare un ruolo cruciale per le imminenti elezioni presidenziali. La situazione economica inoltre è delicatissima, la crisi mondiale e la chiusura di un colosso come la Lehman Brothers non agevolano il panorama economico e politico. Dopo la speranza tanto invocata nel famoso manifesto del 2008 in cui Obama è ritratto in un quadro a colori (che ha fatto scuola), occorre conferire al popolo un programma e non dei sogni per il secondo mandato consecutivo. Serve convincerli che la speranza e il cambiamento promesso è arrivato e che ci saranno nuovi posti di lavoro e l’aumento dei salari. Il presidente ha ancora lo stesso entusiasmo e il coraggio della sua prima elezione ? La speranza da lui esaltata è stata messa a dura prova dalla crisi, dalla politica estera, da ogni fronte che lo ha visto impegnato e protagonista. Per convincere gli elettori ha promesso di lavorare a stretto contatto con le università impegnandosi a ridurre le tasse universitarie e concedere l’opportunità ai meno ricchi di poter studiare e costruirsi un futuro. Ha promesso di creare un milione di posti di lavoro nelle industrie, di reclutare 1000 professori di matematica e di scienze, di dividere per due l’indipendenza energetica degli Stati Uniti. Ha anche promesso di abbassare il deficit di 4000 miliardi di dollari. Una risposta mirata alle ricorrenti critiche dei repubblicani che lo accusano di far sognare gli americani, “promettendo di fermare le maree”, mentre Romney promette semplicemente dei posti di lavoro. Ha richiamato la necessità di aumentare le imposte dei più ricchi e di fare prova di solidarietà. “Il nostro cammino è più difficile ma ci condurrà in un posto migliore”, ha specificato il presidente. La seconda parte del discorso è stata migliore, ritrovando il carisma che gli ha permesso in passato di imporsi in diverse sfide. “ Il cambiamento siete voi, gli stessi di quattro anni fa. Ciò che ho fatto, siete voi ad averlo fatto, siete stati voi a rendere possibile tutti questi cambiamenti”, ha puntualizzato Obama facendo vibrare l’intera sala della convention. Sostanzialmente la perfomance di Obama e il suo discorso era indirizzato alla classe media americana, alla quale ha promesso di adoperarsi per ottenere risultati significativi. Infine ha chiesto al popolo di permettergli di finire il suo lavoro iniziato esattamente quattro anni fa. Presto sapremo se il popolo gli concederà questo onore, ancora una volta.    

Manuel Giannantonio

7 settembre 2012

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