USA: il ritorno del Ku Klux Klan e il razzismo ancora radicato nel paese di Obama

USA: il ritorno del Ku Klux Klan e il razzismo ancora radicato nel paese di Obama
Uno die manfiestanti esibisce di fronte al Parlamento della Carolina del sud la bandiera degli Stati confederati - Foto: Washington Post

Decine di membri del Klan si sono riuniti ieri per manifestare contro il ritiro della bandiera degli Stati confederati dal Parlamento della Carolina del sud

Uno die manfiestanti esibisce di fronte al Parlamento della Carolina del sud la bandiera degli Stati confederati  - Foto: Washington Post
Uno dei manfiestanti esibisce di fronte al Parlamento della Carolina del sud la bandiera degli Stati confederati – Foto: Washington Post

CAROLINA DEL SUD – Ku Klux Klan (KKK), è il nome utilizzato da numerose organizzazioni statunitensi, che propugnano la superiorità della razza bianca. Le fasi storiche del movimento sono 3: prima dal 1865 al 1874 come confraternita di ex militari appartenenti all’esercito degli Stati Confederati d’America, la seconda dal 1915 al 1950, il movimento assume in quel periodo la struttura che oggi consideriamo tipica, e infine la terza che inizia dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, caratterizzata dalla scissione del movimento in una molteplicità di piccole organizzazioni non necessariamente collegate tra loro. Nel tempo, i suoi membri si sono sempre distinti per ideologie politiche di estrema destra associandosi alle idee tipiche del nazismo, manifestando un razzismo estremo, e abbracciando i principi dell’antisemitismo, l’anticattolicesimo e l’anticomunismo. Oggi, la struttura interna del movimento è un incrocio tra una forma paramilitare ed un governo politico civile.

Quello che è successo ieri nella Carolina del sud ci ricorda che il Ku Klux Klan non è un lontano ricordo, ma è un movimento che ha ancora solide radici, ed è ancora vivo. L’organizzazione che milita per la supremazia della razza bianca, ha manifestato ieri di fronte al Parlamento della Carolina del sud per protestare contro il ritiro di una bandiera degli Stati confederati, avvenuta all’inizio del mese
Riuniti di fronte al Parlamento, i membri del Ku Klux Klan hanno esibito le bandiere confederate, ma anche una bandiera nazista. La città di Columbia, in cui si è svolta la manifestazione, è stata inoltre teatro di scontri tra i membri dell’organizzazione razzista e contro manifestanti, venuti a ribadire la propria posizione. Sono state impiegate importanti risorse delle forze dell’ordine per tentare di mantenere la situazione sotto controllo. Le due fazioni si sono quindi, fortunatamente, limitate ad insultarsi reciprocamente lanciandosi qualche bottiglia. Non si sono registrati feriti.

La bandiera degli Stati confederati era lo stendardo dei soldati del sud durante la guerra di secessione, diventata per molti americani un simbolo del razzismo che colpisce ancora gli Stati Uniti. Il suo ritiro nella Carolina del sud, così come in Alabama, ha succeduto l’attentato perpetrato da Sylan Roof, 21 anni, lo scorso 17 giugno nei pressi di Charleston (Carolina del sud). Affascinato dalla supremazia della razza bianca, fece irruzione in una chiesa nera della città uccidendo nove persone prima di essere arrestato dopo una breve fuga.

Fonte: The New York Times

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
18 Luglio 2015

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