Tragedia dei neri come parte integra della storia americana

Barack Obama ha augurato che la “tragedia” ma anche i “progressi” della comunità nera possano essere concepite come parte integra della storia degli Stati Uniti inaugurando il cantiere del Museo nazionale di storia e cultura afro-americana nel centro di Washington. “

In alcuni momenti penso alle mie figlie e ai vostri bambini, penso a ciò che rappresentano”, ha spiegato il primo presidente di colore della storia degli Stati Uniti d’America, nel corso di una cerimonia nell’occasione della posa del primo mattone di questo museo, la cui apertura è prevista per il 2015. “ Voglio che le mie figlie vedano le catene che vedevano gli schiavi nel corso dei loro viaggi attraverso l’oceano ma voglio anche che possano ascoltare la tromba di Louis Armstrong e possano leggere i le poesie di Phyllis Weathley” un poeta di colore, americano del XVIII secolo “ e che considerino il museo non soltanto come una tragedia ma come una celebrazione della vita”. “ Mentre le generazioni future ascolteranno questi canti di dolore, di progresso, di lutto e di sacrificio, spero che non verranno separate dalla storia Americana in senso largo. Voglio che le vedano come centrali, una parte importante della nostra storia condivisa” ha aggiunto il presidente. Il futuro museo, che si estenderà su due ettari, sarà situato presso l’obelisco elevato in onore di George Washington, primo presidente degli Stati Uniti che è stato proprietario di schiavi. “ Su questo terreno molto tempo fa, degli schiavi venivano comprati e venduti. E qui che centinaia di milioni di persone hanno marciato per dei posti di lavoro e per la libertà” ha ricordato Obama, alludendo alla marcia su Washington condotta da Martin Luther King nel 1963. Ispirato nelle proprie righe sulla cultura africana dei Yoruba, la struttura, il quale costo si aggira intorno alla cifra di 500 milioni di dollari, è stata votata nel 2003 dal congresso condotto da David Adjaye, un architetto londinese nato in Tanzania.

Il suo conservatore, Lonnie Bunch, ha cominciato a riunire dei pezzi per il museo. Ha inoltre contattato i 350 musei afro-americani sparsi sul territorio americano. “ Ho la sensazione che questo museo ha la fiducia di tutta la comunità dei musei afro-americani del paese” ha confidato Samuel Black, presidente dell’associazione dei musei afro-americani. Secondo lui il museo dovrà soprattutto attaccarsi ai legami tra gli afro-americani e i loro antenati dell’Africa dell’Ovest precisando che questo museo non si apre a una singola comunità ma a tutto il mondo.

Manuel Giannantonio

23 febbraio 2012

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