Ritiro russo dal Sudan

La Russia ha ritirato quattro dei sei elicotteri impiegati nel quadro della missione dell’ONU (Organizzazione Nazioni Unite) nel Sudan del Sud, ha annunciato a Mosca il rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione con l’Africa Mikhail Marguelov. “Questo gruppo aveva un mandato di sei mesi, che si era consumato e dunque gli elicotteri come stabilito sono rientrati in Russia in base alla decisione del presidente”.

Si tratta di quattro elicotteri trasferiti nel Chad in Sudan nel 2011, nella notte del referendum sull’indipendenza del Sudan del Sud, nella zona in cui la missione dell’ONU aveva bisogno di veicoli aerei supplementari. Le autorità russe hanno arrestato i membri dell’equipaggio di un AN32 composto per altro da cittadini dell’Uzbekistan, dell’Armenia, dell’Ucraina e del Sudan. Il veicolo appartiene alla società sudanese Tarco Airlines che effettuava il volo in questione per conto del consorzio petrolifero White Nile Petroleum. I servizi segreti locali hanno arrestato i piloti all’aeroporto di Sarjas (stato di Wohda) piazzandoli in un campo militare situato a 3km dall’aeroporto. Marguelov ha annunciato che i piloti saranno liberati tra qualche giorno. Il gruppo aereo russo si è instaurata a Juba nell’aprile del 2006, in seguito alla creazione del consiglio di sicurezza dell’ONU di una missione in Sudan (all’epoca unito) che consisteva nel vigilare al rispetto degli accordi di pace firmati nel 2005 tra il governo centrale e i ribelli del Sud. Gli elicotteri di questo gruppo effettuano circa il 40% dei voli aerei nel Sudan del Sud.

Manuel Giannantonio

19 gennaio 2012

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