Egitto: domani si vota, piazza Tahrir non molla

Egitto. Continua la repressione dei militari nei confronti dei manifestanti che chiedono la rinuncia al potere degli “ex generali di Mubarak” per dar vita ad un governo democratico. Ieri notte l’ufficio di Mohamed ElBaradei ha diffuso un comunicato nel quale si evince come l’ex premio Nobel per la pace sia pronto a guidare un governo di unita, di salvezza nazionale, per condurre l’Egitto fuori da questa pericolosa crisi politica.

“Gli ex generali di Mubarak hanno così risposto: domani si terranno le elezioni per il parlamento. quest’oggi il capo del Consiglio supremo dell’Esercito, il maresciallo Hussein Tantawi ha annunciato che nella nuova Costituzione della nazione non saranno previsti nuovi privilegi militari. E quelli vecchi? La risposta arriva da Tantawi stesso che ha poi aggiunto: “Lo status dell’Esercito rimarrà invariato nella nuova Costituzione”.
Alcuni dimostranti di piazza Tahrir hanno detto: “Noi non siamo contro l’appuntamento elettorale ma vogliamo che gli eletti siano persone rispettabili, non colluse con il vecchio sistema”. Una ragazza ha invece spiegato: “di non aver nessuna fiducia nel premier incaricato Kamal Ganzouri”.
Il maresciallo ha invitato poi in diretta tv i cittadini a recarsi alle urne, garantendo che vi sarà massima sicurezza e trasparenza. Resta l’incognita su quanti dei 40 milioni di egiziani con diritto di voto si recheranno alle urne in quelle che sono le prime elezioni dell’era post Mubarak.
Intanto i tre italiani fermati ieri sono stati rilasciati per insufficienza di prove, erano di fatti sospettati di aver dato fuoco, assieme ad un palestinese, ad una palma sintetica all’estero di un hotel sito in piazza Tahrir.
Ricordiamo ai nostri lettori che negli ultimi dieci giorni la repressione dei militari nei confronti dei manifestanti hanno causato quasi 50 morti, decine di feriti e numerose violenze sessuali.

di Enrico Ferdinandi

27 novembre 2011

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