Iran, parla Hossain: “Israeliani troppo deboli per attaccarci”

Dopo la decisione dell’Aiea (International Atomic Energy Agency) di aspettare fino a marzo una risposta dall’Iran sul programma nucleare del paese.
L’ambasciatore iraniano a Roma, Seyed Mohammad Ali Hossaini, ha dichiarato al Corriere della Sera: «Gli israeliani non potranno mai colpire i siti nucleari iraniani come hanno fatto in passato bombardando in Iraq e più di recente in Siria. Sono troppo deboli, non possono agire da soli e gli americani sembrano riluttanti a compiere azioni simili. E comunque la nostra risposta sarebbe devastante. Non a caso il presidente israeliano che in un primo tempo aveva alzato il tono delle minacce, negli ultimi giorni in un’intervista alla Cnn ha poi moderato i suoi toni».

Hossain ha poi dichiarato: «L’Iran ha sempre mirato ad un uso pacifico e civile dell’energia nucleare, lo abbiamo dichiarato sin dall’inizio del nostro programma. Le nostre massime autorità hanno sempre detto di ritenere la produzione, immagazzinamento e utilizzo delle armi nucleari come un fatto esecrabile, addirittura “haram”, che per la religione islamica è un’azione proibita, assolutamente condannabile, vietata. Questo principio è anche contenuto in una fatwa, un precetto religioso, emesso dall’ayatollah Ali Khamenei, che è la più alta autorità religiosa e politica della Repubblica Islamica dell’Iran. E lo abbiamo subito diffuso in tutto il mondo. L’importanza di questa fatwa è tale che, se anche domani la comunità internazionale concedesse la luce verde all’atomica iraniana, il nostro governo non potrebbe costruirla».
Le affermazioni di Hossain fanno quindi aumentare le tensioni e rappresentano una prima risposta ufficiosa alle richieste avanzate in questi giorni dai paesi facenti parte dell’Onu.
A tal proposito la Casa Bianca, per voce del consigliere per la sicurezza nazionale Tom Donilon, ha affermato: ”La Russia, la Cina e gli Stati Uniti condividono un obiettivo analogo, e cioè quello di non vedere gli iraniani avanzare verso lo sviluppo di armi nucleari”.

di Enrico Ferdinandi

19 novembre 2011

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