Bank of America-Merrill: il potere di una banca che è anche infrastruttura
Chiamare l’istituto “Bank of America Merrill” è comprensibile, ma non corretto dal punto di vista giuridico. Bank of America Corporation è la holding quotata; Bank of America, N.A. e altre affiliate svolgono le attività bancarie; BofA Securities, Merrill Lynch, Pierce, Fenner & Smith e le entità locali autorizzate operano nell’investment banking, nel brokerage e nei mercati; Merrill e Bank of America Private Bank gestiscono il patrimonio privato. Non si tratta di due banche distinte, ma di un’unica architettura sistemica: quattro segmenti di reporting, otto linee commerciali e diversi soggetti regolamentati. Il vantaggio competitivo deriva dal coordinamento tra raccolta, credito, pagamenti, advisory, mercati e wealth management, non dalla semplice somma dei marchi.
Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi GAAP pari a 113,1 miliardi di dollari e un utile netto di 30,5 miliardi di dollari. Su base fullytaxable-equivalent, utilizzata per il reporting divisionale, i ricavi sono stati pari a 113,7 miliardi: Consumer Banking 43,7, Global Wealth & Investment Management 24,9, Global Banking 24,1 e Global Markets 24,1, oltre alla rettifica All Other. Distinguere tra GAAP e FTE è necessario per evitare somme contabili incoerenti. Nel secondo trimestre 2026, l’ultimo disponibile, Bank of America ha riportato ricavi per 31,6 miliardi e un utile di 9,1 miliardi; sales and trading per circa 7,1 miliardi e commissioni complessive di investment banking, escluse le operazioni self-led, per circa 2,1 miliardi.
UNA PIATTAFORMA, OTTO LINEE COMMERCIALI
Le otto linee ufficiali sono Retail Banking, Preferred Banking, Merrill, Bank of America Private Bank, Business Banking, Global Commercial Banking, Global Corporate & Investment Banking e Global Markets. I quattro segmenti misurano la performance, le otto linee definiscono il modello commerciale e le entità legali stabiliscono autorizzazioni, capitale e responsabilità. Confondere questi tre livelli porta a una valutazione errata di redditività e rischio regolamentare.
Consumer Banking include conti, depositi, carte, pagamenti, mutui, credito al consumo, auto finance, small business banking, merchant services, canali digitali e Merrill Edge. Merrill offre brokerage, advisory, gestione discrezionale, fondi, ETF, portafogli modello, private markets, soluzioni per la pensione e stock plans, assicurazioni e credito garantito da portafogli. La Private Bank aggiunge trust, estate planning, family office, filantropia, art finance e finanziamenti personalizzati. I “client balances” non corrispondono agli AUM: comprendono anche brokerage assets, depositi e prestiti. A metà 2026 Merrill rappresentava circa 4,1 trilioni di dollari e la Private Bank circa 802 miliardi.
Global Banking comprende business e commercial banking, revolving e term loan, leasing, acquisition e leveraged finance, trade e supply-chain finance, lettere di credito, cash management, pagamenti, FX e hedging. Global Corporate & Investment Banking aggiunge M&A, strategic advisory, DCM, ECM, IPO, follow-on, convertibili, private capital, securitization, ABS, CLO e public-sector finance. Global Markets offre market making e trading, derivati, prime brokerage, clearing, securities lending, repo, collateral solutions, structured products, capital introduction e research. CashPro integra tesoreria, liquidità, pagamenti e trade finance, trasformando la banca da fornitore episodico in un’infrastruttura operativa.
DOVE SI CONCENTRA IL MAGGIORE MARGINE
“Markup” è una metrica inadatta ai prodotti bancari eterogenei. Occorre considerare feeintensity, RWA, costo del funding, expectedloss, volatilità, cost-to-income, return on allocated capital e durata della relazione. La banca non pubblica i margini per singolo servizio, quindi non è dimostrabile che l’M&A sia, in assoluto, il più redditizio. Nel 2025, il ROAAC divisionale è stato del 28% nel Consumer Banking, del 24% nel wealth management, del 15% nel Global Banking e del 13% nei mercati; il rendimento più alto sul capitale non proveniva dall’advisory.
M&A e strategicadvisory offrono un’elevata intensità commissionale rispetto al capitale impiegato, monetizzando il giudizio, l’accesso, la reputazione e l’esecuzione. Tuttavia, si tratta di attività cicliche e ad elevato costo di compensazione. Il wealth management UHNW garantisce maggiore ricorrenza e valore nel tempo, combinando advisoryfee, alternative, trust, successione e securities-based lending. Global Markets può generare un elevato operating leverage, ma comporta volatilità e impatti sul bilancio. Consumer Banking e carte producono spread elevati, ma richiedono capitale, tecnologia, provisioning e copertura delle perdite attese.
Il principale valore strategico risiede probabilmente nel transaction banking: pagamenti, cash management, FX, trade finance e gestione della liquidità. Le fee unitarie sono inferiori rispetto a quelle di un’IPO o di un’operazione M&A, ma il conto operativo genera depositi, dati e visibilità sui fabbisogni dei clienti. Chi gestisce la tesoreria ha la posizione migliore per offrire refinancing, acquisitionfinance, bond, equity raise, hedging o advisory successivi. Il rendimento deriva dalla feestack e dalla relazione primaria, non dal singolo prodotto.
LA SINERGIA CHE VA OLTRE LA VALUTAZIONE ECONOMICA
L’integrazione genera sei sinergie: funding, poiché i depositi riducono la dipendenza dal wholesale; informazione, grazie a pagamenti e credito che rendono leggibili flussi e rischio; origination, perché la relazione bancaria favorisce M&A, DCM, ECM e succession planning; distribuzione, tramite Merrill, Private Bank e investitori istituzionali; bilancio, coordinando bridge loan, underwriting, revolving e derivati; accesso istituzionale, collegando imprese, fondi sovrani, governi e patrimoni privati. Il vantaggio consiste un solo i maggioren maggiori ricavanchei per cliente, ma anche nel diritto di prima interlocuzione sulle future esigenze finanziarie.
IL PESO DEI MANDATI IPO E LA POSIZIONE RISPETTO AI PEER
Il mandato IPO è uno degli asset reputazionali più importanti per una banca d’affari. Essere global coordinator o lead-left bookrunner consente di intervenire sull’equity story, sulla valutazione, sulla struttura dell’offerta, sulla scelta della piazza, sull’allocazione, sulla stabilizzazione e sull’aftermarket. Oltre alle commissioni, questo ruolo offre accesso a management e azionisti e genera follow-on, convertibili, M&A, hedging e finanziamenti. Per una banca universale, la quotazione può segnare l’inizio di una relazione pluridecennale.
Le percentuali vanno interpretate con cautela. Le leaguetable suddividono il valore tra i bookrunner secondo metodologie “apportioned”, mentre altre fonti considerano solo il lead underwriter. Inoltre, l’ECM include IPO, follow-on e convertibili. Non esiste quindi una quota pubblica, uniforme e comparabile di “aziende quotate” per banca su NYSE, Nasdaq, Londra, Euronext, Hong Kong o Tadawul: una percentuale unica sarebbe metodologicamente scorretta.
Il quadro pubblico mostra una posizione forte ma non dominante. Nel primo semestre 2025, Dealogic attribuiva a BofA Securities un volume ECM EMEA di 5,6 miliardi di dollari, contro 9,3 miliardi a Goldman Sachs, 5,9 miliardi a BNP Paribas e 5,4 miliardi a JPMorgan. Nelle sole IPO EMEA, tuttavia, BofA aveva un volume attribuito di 210 milioni, pari a circa il 25% degli 842 milioni di Citi, leader di categoria. La forza nei follow-on e nei convertibili non equivale, quindi, a leadership nelle nuove quotazioni.
In Asia-Pacifico la concorrenza è prevalentemente locale. Nel primo trimestre 2026 Goldman Sachs guidava le IPO regionali con 521 milioni di dollari di volume attribuito, seguita da Futu Securities con 470,2 milioni e CICC con 423,2 milioni; BofA non figurava tra i primi tre. Nel secondo trimestre CICC, Huatai e CITIC occupavano le prime tre posizioni nelle nuove quotazioni. BofA rimane competitiva nei grandi sindacati cross-border, ma deve condividere l’origination e la distribuzione con banche cinesi, giapponesi e indiane ben radicate nei rispettivi mercati domestici.
Negli Stati Uniti pochi mega-deal possono alterare l’intero ranking. Sulle sole tre maggiori IPO USA del 2026 censite da Renaissance Capital fino al 9 luglio, e usando il label “lead underwriter” della fonte, Goldman Sachs rappresentava il 70,1% dei 107,1 miliardi di proventi, BofA il 24,8% e Morgan Stanley il 5,2%. Non è market share dell’intero mercato: misura soltanto la concentrazione delle tre operazioni maggiori, inclusa SK hynix da 26,5 miliardi attribuita a BofA. Con lo stesso metodo, nel 2025 Goldman pesava l’84,2% e Morgan Stanley il 15,8%; nel 2024 Morgan Stanley il 59,8%, BofA il 20,7% e JPMorgan il 19,4%. Il risultato dimostra la discontinuità dei ranking degli IPO.
Un benchmark più ampio, ma non specifico di IPO, è il fee pool complessivo dell’investment banking. Nella fotografia Dealogic pubblicata dal Financial Times al 7 agosto 2025, JPMorgan aveva 4,48 miliardi di dollari, circa il 7,7% del totale osservato; Goldman Sachs 3,77 miliardi, circa il 6,5%; BofA Securities 2,86 miliardi, circa il 4,9%. BofA era top-tier, ma dietro i due leader per fee aggregate, coerentemente con un modello meno dipendente dall’advisory puro e più diversificato tra lending, transaction banking e mercati.
LE CINQUE AREE GEOGRAFICHE
Nord America. Gli Stati Uniti rappresentano il centro economico e regolamentare del gruppo: retail, depositi, carte, commercial banking, wealth e investment banking operano su una scala non replicabile altrove. Il Canada funge principalmente da piattaforma per corporate e markets. La performance più rilevante è quindi statunitense; non viene pubblicato un conto economico completo per ciascun Paese.
Europa. Londra è l’hub principale per investment banking, research e mercati; Dublino è una base bancaria regolamentata nell’Unione europea; Francoforte, Parigi, Milano e Madrid presidiano il corporate banking, M&A, capital markets, FX e treasury. BofA è forte nei mandati cross-border e nei follow-on, ma non ha una rete retail europea comparabile a quella statunitense e, nelle IPO, compete con Goldman Sachs, JPMorgan, Citi, BNP Paribas e operatori domestici.
Asia-Pacifico. Hong Kong, Singapore, Tokyo, Sydney e Mumbai sono centri per research, trading, treasury, FX e capital markets. Il punto di forza è collegare gli emittenti asiatici alla distribuzione globale; il limite è la frammentazione regolamentare e la forza relazionale delle banche locali nelle quotazioni domestiche. La presenza negli uffici e i premi ricevuti non dimostrano da soli la leadership economica.
America Latina. Brasile e Messico sono le piattaforme per FX, pagamenti, corporate finance e capital markets. Il vantaggio risiede nei grandi gruppi, nelle multinazionali e nelle operazioni in dollari; il limite è l’assenza di una banca retail di scala nazionale. La performance va valutata per funzione, non per utile nazionale, poiché il gruppo non pubblica un ROE comparabile per Paese.
Medio Oriente e Africa. Gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita sono centrali per i fondi sovrani, l’energia, le infrastrutture, le privatizzazioni e i capital markets; il Sudafrica rappresenta il principale presidio subsahariano. Questi sono mercati ad alto valore istituzionale, ma esposti a sanzioni, conflitti, concentrazione della clientela pubblica e a rischi reputazionali. I mandati su Tadawul, ADX o Dubai richiedono la collaborazione con banche locali e autorità.
PESO POLITICO, ISTITUZIONALE E FINANZIARIO
Bank of America non esercita sovranità né un potere politico formale. Tuttavia, detiene un potere sistemico e una notevole capacità di accesso: serve il 78% delle aziende della Global Fortune 500 e il 96% delle Fortune 1000 statunitensi, processa oltre 450.000 miliardi di dollari di pagamenti corporate l’anno e circa 1.900 miliardi di wire transfer al giorno. Una piattaforma di questa scala contribuisce alla trasmissione della liquidità e del costo del capitale; la ricerca, il transaction banking e l’advisory la posizionano nei momenti chiave delle trasformazioni societarie.
La centralità comporta obblighi, non immunità. Nel 2025 il Financial Stability Board ha spostato Bank of America dal bucket 2 al bucket 3 delle G-SIB, aumentando il requisito di assorbimento delle perdite a partire dal 2027. Questa classificazione riflette la dimensione, l’interconnessione e la complessità, senza implicare un deterioramento automatico della solidità. Tuttavia, l’effetto economico è concreto: maggiore capitale assorbito, pressione sul ROE, pricing più selettivo e incentivo verso servizi capital-light.
RISCHIO DOMINANTE: FAILURE OF CONTROL AT SCALE
Il rischio principale è che controlli, compliance, capitale e infrastrutture non si sviluppino in linea con l’espansione operativa. L’ordine OCC del 23 dicembre 2024 ha rilevato ritardi nelle suspicious activity reports e debolezze nel customer due diligence, nella governance, nel testing e nella formazione, imponendo remediation e verifiche indipendenti. Non si può presumere che tutte le carenze siano ancora presenti nel luglio 2026; tuttavia, l’esecuzione della remediation rimane un rischio operativo e reputazionale finché non emergerà evidenza pubblica conclusiva.
Lo stress test Fed 2026 non evidenzia una vulnerabilità patrimoniale immediata: nello scenario severamente avverso il CET1 scenderebbe dall’11,4% al 9,9%. Tuttavia, segnala 64,9 miliardi di perdite sui prestiti, con un impatto particolare su commercial and industrial lending, carte e commercial real estate, oltre a 6,6 miliardi di trading e counterpartylosses. Si aggiungono rischi legati a cyber, sanzioni, model risk e governance dell’intelligenza artificiale.
SVILUPPI PRINCIPALI
Il 2026 vede una ripresa dell’M&A, un boom delle emissioni di equity, una volatilità favorevole al trading e una forte accelerazione digitale. Dealogic stima 729,4 miliardi di dollari di emissioni ECM globali nel primo semestre, oltre il 73% in più su base annua, con Stati Uniti e Hong Kong-Cina in forte crescita. Bank of America investe circa 14 miliardi l’anno in tecnologia, di cui oltre 4 miliardi in nuove iniziative. La sfida è trasformare l’AI in produttività senza compromettere controlli, privacy, explainability e responsabilità decisionale.
MECCANISMO DI TRASMISSIONE
Il conto operativo genera depositi e dati; questi dati migliorano l’underwriting e il pricing; il credito apre la relazione strategica; l’advisory origina operazioni; le affiliate di investment banking strutturano e distribuiscono capitale; Global Markets gestisce i rischi; Merrill e Private Bank intercettano il patrimonio degli azionisti e dei manager. Workplace benefits, stock plans ed Employee Banking & Investing trasformano il clientecorporate in una base retail. Ogni attività riduce il costo di acquisizione della successiva, ma aumenta dipendenza, potenziali conflitti e concentrazione informativa.
IMPLICAZIONI CORPORATE E STRATEGICHE
Per un’impresa industriale, il gruppo può coordinare tesoreria, credito, hedging, trade finance, capital markets, IPO, M&A e wealth planning. Il vantaggio è la coerenza tra bilancio e mercato; il rischio è la trasparenza limitata, poiché lending, depositi, derivati e advisory possono essere valutati in base alla redditività complessiva della relazione. La disciplina corretta consiste nel mantenere la concorrenza tra advisor e finanziatori, nel misurare spread, fee, collateral, covenant e prodotti accessori, e nel separare advisory e financing quando il conflitto diventa rilevante.
POSIZIONE FINALE NETTA
Bank of America–Merrill è rilevante perché integra una delle maggiori basi di depositi statunitensi, una piattaforma globale di corporate e investment banking, un franchise di mercati e una rete wealth di scala eccezionale. Goldman Sachs mantiene una maggiore intensità nell’advisory e nelle grandi IPO; JPMorgan dispone di una macchina corporate e investment banking spesso superiore nelle leaguetable; Morgan Stanley vanta una forza storica nell’ECM e nella tecnologia; Citi e le banche locali restano decisive in specifiche geografie. BofA compete perché può finanziare, collocare, coprire, distribuire e gestire il patrimonio nella stessa relazione.
Il vero vantaggio competitivo è l’orchestrazione: Merrill offre accesso ad azionisti e patrimoni; Bank of America fornisce funding, credito e infrastruttura transazionale; BofA Securities e le affiliate trasformano i fabbisogni in operazioni di mercato. La criticità è speculare: più il gruppo si configura come infrastruttura, più deve dimostrare che controllo, capitale, compliance e tecnologia crescano in linea con la complessità. La prossima fase dipenderà dalla capacità di gestire la scala e i conflitti senza compromettere la fiducia.
INDICATORI DA MONITORARE
Net interestincome e stabilità dei depositi; flussi netti, AUM e fee rate di Merrill; client balances rispetto agli asset realmente gestiti; investment banking fees e quota nei mandati lead-left; volume IPO apportioned in Stati Uniti, EMEA e Asia-Pacifico; Global Transaction Services revenue; sales and trading e RWA; ROAAC ed efficiency ratio per divisione; CET1, stress capital buffer e surcharge G-SIB; costo del rischio su carte, C&I, CRE e leveragedfinance; remediation BSA/AML e sanctions; incidenti cyber; produttività dell’AI; conversione della presenza geografica in relazioni primarie.
NOTA METODOLOGICA SULLE LEAGUE TABLE
Le percentuali relative alle maggiori IPO USA sono calcolate sui proventi delle sole tre operazioni più grandi indicate da Renaissance Capital e sulla label del lead underwriter della fonte. Non rappresentano la quota dell’intero mercato né il credito apportioned attribuito dai data provider. I volumi per EMEA e Asia-Pacifico derivano da Dealogic/ION Analytics e riflettono le rispettive metodologie di ranking.
FONTI
[1] Bank of America Corporation, 2025 Form 10-K e Fourth Quarter 2025 Supplemental Information.
[2] Bank of America, Eight Lines of Business; disclosure ufficialesulle affiliate bancarie e di investment banking.
[3] Bank of America, Second Quarter 2026 Earnings Release e Supplemental Information, 14 luglio 2026.
[4] Bank of America, Fast Facts 2026: coperturaclienti, pagamenti corporate e wire transfers.
[5] Financial Stability Board, 2025 list of global systemically important banks, novembre 2025.
[6] Office of the Comptroller of the Currency, Cease-and-Desist Order against Bank of America, N.A., 23 dicembre 2024.
[7] Federal Reserve, 2026 Dodd-Frank Act Stress Test Results, Appendix A.
[8] Dealogic/ION Analytics, “Goldman Sachs serves up ace performance in EMEA ECM rankings”, 4 luglio 2025.
[9] Dealogic/ION Analytics, “Morgan Stanley, Goldman Sachs and UBS top Asia Pacific’s ECM league table in 1Q26”, 13 aprile 2026.
[10] Dealogic/ION Analytics, “Goldman Sachs reclaims number one title on Asia Pacific ECM league table in 2Q26” e “AI drives global ECM surge in 1H26”, luglio 2026.
[11] Renaissance Capital, Largest U.S. IPOs by Deal Size, dati consultati al 18 luglio 2026.
[12] Financial Times / Dealogic, Investment Banking Review league tables, dati al 7 agosto 2025.[13] Bank of America, Breakthrough Technology e investimentitecnologiciannuali, 15 luglio 2
Articolo a cura di David Marini, Senior Business Development Manager e analista di geoeconomia e finanza internazionale.
