“Futuro Nazionale”? Il generale Vannacci sembra pronto alla carica
Sfondo blu, un’ala tricolore e un font nostalgico del Ventennio sono tutto ciò che serve a Roberto Vannacci per far parlare di sé. Questo 24 gennaio Vannacci ha depositato all’ufficio elettorale del Viminale il simbolo del suo nuovo progetto politico, Futuro Nazionale, alimentando i sospetti della frattura tra il presidente Matteo Salvini e il vicesegretario all’interno della Lega. Diversi osservatori interpretano il logo come l’alba di un partito, tesi non confermata dal ministero dell’Interno. Il simbolo verrà utilizzato per manifesti pubblicitari, depliant, libri manifesto, insegne pubblicitarie. Ma nulla fa pensare a una lunga permanenza del generale nella Lega.
La “Generazione Decima”, ostile a Salvini
Alla kermesse della Lega a Roccaraso, Vannacci mancava all’appello. Dopo lo scorso 15 gennaio, l’assenza non sembra una casualità. Due deputati, Rossano Sasso e Edoardo Ziello, sono stati in questo mese esempi dello scisma verde. Hanno disertato la linea salviniana votando contro agli aiuti a Kiev al Parlamento, preferendo la visione del generale filorussa del generale. In risposta, Matteo Salvini ha avvertito Sasso e Ziello nella località abruzzese. “Fuori dalla Lega c’è il deserto” Rievocando in modo implicito il fantasma di Bossi.
Altre personalità politiche sembrano essersi accodate alla Generazione Decima. In cima alla lista dei simpatizzanti c’è Giulio Battaglini, ex FdI e oggi assistente fedelissimo di Vannacci all’Europarlamento e il protagonista della vicenda dello sparo di Capodanno Emanuele Pozzolo. Tuttavia, tra i leghisti più vicini al generale risulta Domenico Furgiuele, pronto a presentare alla Camera su un’iniziativa parlamentare sulla remigrazione con: Casapound, Rete dei Patrioti e Fronte Skinhead.
Secondo alcune ricostruzioni si sarebbe tenuta telefonata tra il presidente della Lega e Luca Zaia per richiedere l’espulsione di Vannacci, fatto smentito. “Nessuna preoccupazione” è stato detto, in dubbio dagli osservatori se per acquietare la situazione o sinceramente. Smentito anche il messaggio rivolto a Vannacci: “Chi pensa solo alla poltrona… Sciocco chi esce dalla Lega: finisce nel nulla. Auguri, buon viaggio: senza rancore e col sorriso”
Gli occhi della Lega sono concentrati sulla Toscana, terra d’origine dell’europarlamentare e vicepresidente. Gli assessori, i dirigenti locali, tutti sotto controllo nel timore della nascita del partito di Vannacci, come l’ex meloniano Massimiliano Simoni.
La Lega è nota per i suoi trasformismi politici, dal movimento per l’indipendenza della Padania a partito populista ed euroscettico. Oggi appare prossima ad affrontare l’ennesima mutazione, questa volta per iniziativa del suo stesso delfino, Roberto Vannacci. Da mesi il generale sfida la leadership di Matteo Salvini, proponendo una visione alternativa del partito, ispirata all’immaginario del “Mondo al Contrario”.




