Dalla Dinamite al Nobel
“Il mercante di morte è morto!Il dottor Alfred Nobel, che fece fortuna trovando il modo di uccidere più persone possibile, più rapidamente di quanto non si sia mai fatto prima, è morto ieri.”
Era il marzo del 1888 quando l’inventore provetto Alfred Nobel leggeva stupito e sconcertato la notizia della sua morte riportata con toni tutt’altro che lusinghieri sulle testate giornalistiche francesi. L’imprevisto necrologio era stato, infatti, erroneamente attributo al nostro protagonista in seguito alla dolorosa morte del fratello maggiore Ludvig Nobel, il reale destinatario.Profondamente colpito dalla prematura condanna, rivelata da uno scambio di identità, e fortemente preoccupato per il destino della sua immagine, decise di intraprendere la stesura di un lungo testamento.
“Io, Alfred Bernhard Nobel, dichiaro qui, dopo attenta riflessione, che queste sono le mie Ultime Volontà riguardo al patrimonio che lascerò alla mia morte.”
L’ingente quantità di denaro che riuscì ad accumulare nel corso degli anni derivava direttamente dai brevetti delle sue 355 invenzioni, tra le quali si ricorda senza ombra di dubbio la formulazione della dinamite, scoperta nel laboratorio tedesco di Geesthacht, forse in modo accidentale, impiegando le proprietà assorbenti della farina fossile sulla nitroglicerina.Già nel 1865, produsse un detonatore migliorato chiamato capsula detonante, la quale consisteva in una piccola capsula metallica contenente una carica di fulminato di mercurio capace di esplodere sia per urto che per calore moderato. L’invenzione della moderna capsula inaugurò gli esplosivi ad alto potenziale. Forte dei suoi guadagni, Alfred Nobel decise di acquistare la grande industria svedese nota come Saab Bofors Dynamics, attraverso la quale continuare con i propri affari e con i propri esperimenti. Nel 1875, riuscì a produrre la sintesi della gelignite, un esplosivo gelatinoso, più stabile e potente della dinamite, e nel 1887, concluse la creazione della balistite, la cosiddetta polvere senza fumo.
Per tali scoperte, Nobel divennenoto per il suo scomodo patrimonio costruito su una fiorente produzione di strumenti pericolosi e potenziali armi. Di fronte ad una difficile eredità aspramente criticata, il 27 novembre del 1895, si ritrovò al Swedish Norwegian Club di Parigi, a redigere quella lunga lista di beni da donare sotto forma di premi a tutti coloro che più avrebbero contribuito al benessere dell’Umanità. Un testamento, si racconta, scritto di getto e firmato da quattro imprenditori e soci dello stesso club, fino ad allora sconosciuti.
Così, nelle vesti di un pentito signor Scrooge, Nobel decise di dividere i fondi in cinque premi relativi a cinque diverse discipline: la fisica, la chimica, la medicina, la letteratura e la pace. Quest’ultimo sarebbe stato consegnato alla persona che avesse realizzato “il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l’incremento di congressi per la pace”. In più, si affermò che i primi quattro premi sarebbero stati assegnati da istituti svedesi, mentre il premio Nobel per la pace, da un comitato eletto dal parlamento norvegese: il motivo di questa scelta rimane ancora un mistero. Probabilmente, l’imprenditore svedese aveva cercato di favorire una soluzione pacifica alla pressione separazionista dei norvegesi, uniti sotto la stessa corona, alla Svezia.
“È mio espresso desiderio che all’atto della assegnazione dei premi non si tenga nessun conto della nazionalità dei candidati, che a essere premiato sia il migliore, sia questi scandinavo o meno.”
In seguito alla sua morte avvenuta nel 1896, il 10 dicembre, a Stoccolma e ad Osloavviene la consegna dei premi: i primi premi Nobel vennero assegnati durante il 1901 a Wilhelm Rontgen (fisica), a Sully Prudhomme (letteratura), a Jacobus Henricus van ‘t Hoff (chimica), a Emil von Behring (medicina) e ad Henri Dunant e Freric Passy (pace), fondatore della Croce Rossa e fondatore della prima Società francese per la pace.
Steso e brevettato da un Iron Man vittoriano, il testamento, conservato presso la Fondazione Nobel a Stoccolma, ad oggi istituisce il riconoscimento più ambito e rispettato.
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