LACRIME SALERNITANE: Addio calcio!

di Luigi Rubino

Sei anni dopo la Salernitana è costretta a ingoiare un altro boccone amaro nella sua vita: il fallimento. Un colpo di spugna e via in pochi minuti è stato cancellato tutto quello che di bello si era costruito negli ultimi tempi; ad iniziare dal primo crac del 2005 poi subito ricomposto grazie al nodo Petrucci che permise ai granata di ripartire dalla Lega Pro,  fino a terminare con la mancata promozione in B, avvenuta proprio quest’anno contro il Verona. Di chi è la colpa? Perchè è successo tutto questo? Certamente c’ è stata una cattiva gestione.

A debiti sono sopraggiunti altri. Si è cercato di tenere in mano la fune fino a quando tirandola troppo si è spezzata, senza poi nessuna possibilità di riannodarla in tempi brevi o sostituirla in tempi opportuni. Un vero dramma che sconvolge non solo una società, ma un’intera città, che ha sempre dimostrato un grande attaccamento, seguendo i propri beniamini fino all’ultimo respiro.Ora bisogna ripartire. Ma per molti tifosi sarà dura.  Il calcio forse non morirà a Salerno, ma siamo sicuri che un solco profondo si è aperto dopo il fallimento. Ora a chi spetterà fare la prima mossa? I tifosi stanno valutando la situazione. Intanto ci sono le prime accuse al presidente Lombardi. Il sindaco De Luca si rimbocca le maniche ed invita a lavorare subito con umiltà, sacrificio in un nuovo progetto sportivo adeguato alla città. Novantadue anni di storia buttati al  vento in pochi mesi. La Salernitana non fa parte più dei professionisti. Si dovrà ripartire dai dilettanti. Non sarà facile – fa intendere il sindaco – anche perchè il Comune si è sempre adoperato in questa triste vicenda. Per andare avanti nel calcio c’è bisogno di serietà, professionalità e grande forza economica. La Salernitana ora riparte da zero. L’augurio è che i suoi colori possano tornare in alto…

 

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