Intesa Basilicata-Porto Taranto per lo sviluppo del commercio e del turismo

Intesa tra l’Autorità portuale di Taranto e la Regione Basilicata per la cooperazione nel sostegno al commercio e al turismo. Il protocollo, firmato dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, e dal presidente dell’Ap, Sergio Prete, si pone l’obiettivo di incrementare le attività logistiche e i traffici nello scalo ionico in una prospettiva di costituzione del sistema logistico del porto tarantino. L’accordo prevede un investimento di 219 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai circa 500 milioni di euro già stanziati per lo sviluppo e il rinnovamento delle infrastrutture.

La notizia della firma del protocollo non ha lasciato indifferente il Centro Democratico, che nella persona del suo capolista al Senato, Nicola Benedetto, ha voluto esprimere la propria soddisfazione per l’importante risultato: “Che fine ha fatto la ‘banchina Basilicata’ al porto di Taranto, finanziata con intese raggiunte negli anni ottanta-novanta dalla Regione Basilicata e dall’Eni, avente l’obiettivo di fornire una piattaforma logistica per l’export del ‘made in Basilicata’? A questa domanda, che ponevo all’attenzione della Giunta Regionale il 30 marzo 2012, la firma del protocollo ha dato soddisfacente risposta”.

“Il porto di Taranto – ha aggiunto Benedetto – è uno degli elementi essenziali per la realizzazione della mia proposta progettuale di Filiera Territoriale Logistica della fascia Ionico-Metapontina per uno sbocco marittimo diretto sui mercati internazionali, nonché per centri logistici specializzati nella lavorazione e manipolazione delle merci. Lo scalo portuale di Taranto non è utile solo all’Eni, ma a breve sarà utile anche alla Total, con investimenti per 1,3 miliardi di euro ed un traffico navale fino a 140 unità in più l’anno. Da tutto ciò deriverà una positiva ricaduta sull’occupazione della regione e sulla filiera locale tarantina. Per i prodotti lucani, che sono delle vere e proprie eccellenze, si aprono prospettive di mercato nell’area mediterranea, che si estende su una superficie di oltre sei milioni di chilometri quadrati, con una popolazione di circa 100 milioni di persone. C’è dunque un potenziale enorme che l’Ufficio cooperazione euromediterranea, istituito presso il Dipartimento Formazione-Lavoro, dovrà affrontare nel miglior modo possibile, soprattutto dal punto di vista delle risorse finanziarie, prestando attenzione a tutti gli aspetti, da quello culturale a quello agricolo ed imprenditoriale”.

Infine, il capogruppo al Senato del CD ha voluto evidenziare il ruolo di collegamento culturale tra le sponde del Mediterraneo che la Basilicata può e deve ricoprire, precisando che la regione lucana ha il compito cruciale di fornire risposte alle aspettative di crescita economica e democratica che sono seguite alla ‘Primavera araba’ che ha coinvolto tutti i Paesi del Nord Africa.
“Si tratta – ha concluso Benedetto – di rilanciare la presenza imprenditoriale lucana nell’area euromediterranea, adeguando innanzitutto le infrastrutture. Dallo sviluppo del traffico passeggeri, inoltre, ci attendiamo effetti importanti anche sul turismo, soprattutto per Matera e il Metapontino, e nell’ambito del rilancio degli obiettivi della “banchina Basilicata” al porto di Taranto assumerà maggior rilievo il ruolo che può svolgere l’aeroporto ‘Mattei’ di Pisticci”.

Giuseppe Ferrara
6 febbraio 2013

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