A Tor Vergata parte il progetto per il Super B

di Enrico Ferdinandi

L’Università di Roma Tor Vergata sta portando avanti grandi progetti negli ultimi anni. Uno di questi è quello che prevede l’istallazione di un acceleratore di particelle Super B. Si tratta di una macchina in grado di implementare il lavoro svolto dall’accelleratore di Ginevra Lhc del Cern che negli ultimi giorni è stato al centro dei dibattiti scientifici grazie ai grandi traguardi raggiunti.

Il progetto sarà  solo il primo di una serie previsto dal Programma Nazionale per la Ricerca varato dal Ministero dell’Istruzione nello scorso mese di aprile.
Il Super B di Tor Vergata sarà più piccolo rispetto a quello del Cern poiché dovrà servire agli scienziati per osservare nel dettaglio i fenomeni che Large Hadron Collider (ovvero Lhc, l’accelleratore di Ginevra) mostra in grande scala.
La realizzazione del progetto prevede costi per 600 milioni di euro, l’utilizzo di circa 30 ettari ed avrà una circonferenza di un chilometro e mezzo, inoltre sarà ben collegato con il centro dell’Infn di Frascati.
L’importanza della realizzazione del Super B è tanta, non solo servirà da supporto al Cern di Ginevra ma permetterà di far luce su questioni della fisica ancor oggi poco chiare poiché si è privi dei dati necessari per comprenderne i fenomeni. Inoltre l’acceleratore di Tor Vergata potrà essere usato anche per lo sviluppo di nanotecnologie, della biomedicina e della biologia.
Il  presidente dell’Infn Petronzio ha dichiarato che “è la prima volta che un macchinario per l’accelerazione di particelle viene progettato per soddisfare le esigenze della fisica applicata e della fisica fondamentale”. “Per poter rendere operativo il Super B servirà una comunità scientifica di circa mille persone tra fisici e tecnici nell’area di Tor Vergata.”

 

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