6 febbraio, giornata mondiale delle mutilazioni genitali femminili

Oggi si celebra la giornata mondiale delle mutilazioni genitali femminili, Amnesty International ha fatto sapere che sono almeno 135 milioni le mutilazioni di questo tipo che sono state inflitte alle donne nel mondo e ogni giorno almeno 2 milioni di ragazze rischiano di subire questa vera e propria violenza.

Figlia di una tradizione “culturale” maschilista questa è una realtà che riguarda anche l’Italia , secondo l’associazione “Albero della Vita” difatti nel nostro paese sono a rischio più di 90mila
donne, delle quali 7.700 sono bambine.
Ricordiamo che queste mutilazioni vengono subite da bambine che non hanno ancora compiuto i 10 anni di età.
In Italia la legge n.7 del 2006 prevede la mutilazione genitale femminile reato, nonostante ciò in molte regioni, prime fra tutte Lombardia e Toscana questo è un fenomeno ancora diffuso. Parlarne e far capire ai cittadini di cosa si tratta è il primo passo per arginare questa macabra usanza. Lo scopo di chi la pratica è quella di mantenere “la purezza” della donna tagliando il clitoride, asportazione  le piccole labbra, oppure l’infibulazione che ha come scopo il restringimento dell’orifizio vaginale: queste sono pratiche che annientano il piacere sessuale e di certo non servono a preservare la purezza. Pensate che in Egitto l’85% delle donne ha subito l’infibulazione, in Somalia si parla del 98% delle donne, in quei paesi chi non subisce questa “pratica” è considerata impura!
Basterebbe in realtà solo maggior cultura…
Ricordiamo ai lettori di 2duerighe che dal novembre 2009 in Italia è stato istituito dal Ministero dell’Interno un numero verde gratuito 800 300 588 dedicato a raccogliere denunce di atti di questo tipo e volto a indicare informazioni fornire informazioni sulle strutture sanitarie più vicine alla propria abitazione nonché aiutare le donne straniere provenienti da paesi dove si praticano queste mutilazioni emigrate in Italia.

Enrico Ferdinandi

6 febbraio 2012

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