Surriscaldamento globale: caldo da record nel 2011

Le tragedie dovute alle alluvioni non solo in Italia ma anche in molti altri paesi del mondo, primo fra tutti la Thailandia, hanno acceso nuovamente l’attenzione sul problema del surriscaldamento terrestre che secondo gli esperti dell’Onu potrebbero causare nei prossimi anni: “eventi metereologici estremi”.
Il 2011 è stato l’anno più caldo degli ultimi 150 anni. Il dato è stato diffuso nel corso del 17° summit mondiale sul clima a Durban, in Sudafrica, dall’Organizzazione metereologica dell’Onu (Omm), è inoltre emerso che vi è un innalzamento di mezzo grado sopra la media.

Secondo il Dott. Michel Jarraud se questo trend dovesse continuare: “potremmo pericolosamente avvicinarci a quella soglia di 2-2,4 gradi che secondo gli esperti potrebbe innescare cambiamenti irreversibili per il sistema terrestre”.
Jarraud ha poi aggiunto: “Il clima mondiale si sta riscaldando e ciò è dovuto alle attività umane”; l’aumento delle temperature potrebbe causare con molta più frequenza fenomeni ormai noti come inondazioni, ondate di siccità, ed altri eventi metereologici estremi in grado di condizionare l’ecosistema di tutta la terra.
Come evitare ciò? Puntare su energie rinnovabili, e ridurre il consumo di risorse. Pensate che secondo uno studio della “Global Footprint Network” il nostro pianeta ogni anno consuma risorse per 1,3 pianeti e servono almeno 16 mesi per ricreare ciò che si è consumato. Si calcola inoltre che da qui al 2030 arriveremo a consumare risorse per due pianeti. Una tendenza anche questa che deve essere sovvertita quanto prima per il bene di noi tutti.
Migliorare la società e sensibilizzarla su ciò che è più giusto non può però prescindere da un livello culturale adeguato. Per questo motivo i geologi italiani chiedono a gran voce che la Geologia venga studiata di più nelle scuole superiori e nelle università: solo con la conoscenza si può forgiare una coscienza in grado di tutelare il territorio.
Ricordiamo ai nostri lettori che il 2010 è stato registrato un altro record negativo, è stato difatti l’anno con maggiori emissioni di gas ad effetto serra. Sempre Michel Jarraud aveva poche settimane fa affermato: «Nel 2010 la concentrazione nell’atmosfera di gas da effetto serra ha raggiunto i livelli più elevati mai registrati dall’epoca preindustriale nel diciottesimo secolo. Anche se riuscissimo oggi a fermare le nostre missioni di gas serra, eventualità tutt’altro che probabili i gas già presenti nell’atmosfera sussisterebbero ancora per decine di anni continuando a perturbare il fragile equilibrio della terra e del su clima».
Questi dati fanno ben riflettere sulla necessità di una repentina inversione di tendenza senza la quale il futuro del nostro pianeta è a serio rischio. L’Organizzazione mondiale della sanità ha reso noto che negli ultimi dieci anni sono stati 300.000 i morti causati dai cambiamenti climatici, un numero destinato a salire sempre di più se si continua così…

di Enrico Ferdinandi

30 novembre 2011

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