Un Enrico IV “originale” sul palco del Litta di Milano

Un Enrico IV “originale” sul palco del Litta di Milano

TEATRO-LITTA_-ENRICO-IV-foto-Valentina-BianchiE’ in scena dal 21 gennaio e fino al 16 febbraio al Teatro Litta di Milano “Enrico IV” di Pirandello, una piéce che estremizza il gioco della finzione costruendolo dentro un’altra finzione, fino a confondere la realtà con la fantasia in cui talvolta, per paura, ci si rifugia per sottrarsi ad una scomoda realtà.
Un giovane nobile, a seguito di un incidente traumatico dovuto ad una caduta da cavallo, si risveglia credendo di essere Enrico IV, personaggio che stava emulando nel suo percorso mistico intrapreso perchè deluso dalla vita e dagli amici.
Così parenti ed amici decidono di assecondarlo e per meglio completare la finzione ricostruiscono intorno a lui un luogo che rappresenti la reggia del re di Germania, dove egli può dare sfogo a quella che sembra una pazzia, ma che poi rivela di nascondere una cruda realtà.
Il giovane regista Alberto Oliva, partendo da un capolavoro di Pirandello, in cui si sono cimentati grandi attori, senza intaccarne l’originalità del testo, ne fa un capolavoro parallelo, dando una sua chiave di lettura che rafforza i temi, ancora attualissimi, dell’ipocrisia, dell’emarginazione e della follia, che in tante forme si evidenziano nel nostro quotidiano e con cui spesso, nostro malgrado, ci ritroviamo a combattere.
Enrico-IV-castOttima l’interpretazione di Mino Manni, che con grande prova attoriale, si cala nei panni di questo personaggio classico, e grazie alla sua potenza espressiva, riesce a dare forza al messaggio che l’autore ed il regista si sono proposti di dare al pubblico, che potrà godere di un finale a sorpresa.
Buona la presenza scenica di Sonia Burgarello, Davide Lorenzo Palla, Giancarlo Latina e Daniele Nutolo, dotati di notevoli qualità mimiche, che risaltano i loro personaggi.
La capacità di questa particolare messa in scena sta non tanto nel rendere il dualismo pirandelliano, che gioca sempre tra realtà e finzione, ma piuttosto nel riuscire ad estremizzare queste al massimo, fino a fonderle e farne una sola cosa indissolubile.
Tutti nella vita siamo costretti a dover scegliere, più o meno consapevolmente, un ruolo per poi portarlo avanti, a volte anche fuori da ogni convenzione. Pertanto, quando incontriamo lo sguardo di un altro, non sapremo mai chi nella realtà abbiamo davanti. E per quanto possiamo avere conoscenza dell’animo umano, non riusciremo mai a penetrarlo fino in fondo. Possiamo quindi vederlo, toccarlo, ma rimarrà sempre un ignoto, una rappresentazione che non potremo mai conoscere appieno.
Forse da questo nasce la scelta registica di far indossare ai propri attori delle maschere, che nascondono il vero volto dei falsi perbenisti  e celano la loro  ipocrisia.
Proprio il folle, che crede di essere Enrico IV, non ha bisogno di indossare alcuna maschera, perchè, sia pure nella sua fragilità che lo ha portato alla scelta di vivere nella solitudine, alla fine è l’unico vero autentico.
Di grande impatto la scenografia e le luci, che insieme alle musiche infondono timore e suggestione in sala, creando un’atmosfera lugubre e angosciante, che proietta in una dimensione onirica e riflette tutto ciò che avviene nella mente di Enrico IV.

Sebastiano Di Mauro
6 febbraio 2013

Teatro Litta – corso Magenta 24, 20123 Milano
ENRICO IV
di Luigi Pirandello
con Mino Manni
e con Davide Lorenzo Palla, Giancarlo Latina, Daniele Nutolo, Sonia Burgarello
regia Alberto Oliva
disegno luci Fulvio Melli
scene Alessandro Chiti
costumi Marco Ferrara
foto di scena e immagini scenografia Valentina Bianchi
musiche originali Bruno Coli
aiuto regia Anna Carollo
assistente alla regia Sara Quadri
produzione Litta_Produzioni / Il Contato / Teatro Giacosa di Ivrea
prima nazionale
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/86454545, mail [email protected]
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30; domenica ore 16.30; lunedì riposo
Biglietti: intero € 19 / ridotti € 13-9 convenzioni sul sito internet del teatro

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