Tassisti in protesta. Per battere la concorrenza migliorare il servizio

Tassisti in protesta. Per battere la concorrenza migliorare il servizio
Foto LaPressecronaca23 01 2012 Sciopero Taxisti - Assemblea al Circo MassimoNelal Foto : protestaTaxi are aligned up next to Rome's Circus Maximus ancient arena during a drivers' strike against the government's plans to issue more taxi licenses, Monday, Jan. 23, 2012. The measure is part of a liberalization package approved last week by the government as it seeks to convince investors it has a strategy to deal with its debts

Linee telefoniche occupate, piazzole di sosta dei taxi semi deserte nelle principali città italiane… sono le vistose conseguenze della protesta dei tassisti, ancora in corso. Ieri la manifestazione ha raggiunto il clou davanti Palazzo Madama, dove è passato un emendamento al decreto mille proroghe sfavorevole alle auto bianche.

L’emendamento è stato presentato dalla vice presidente del Senato Linda Lanzillotta (Pd), che lamenta una “reazione violenta e personalizzata del tutto impropriamente, perché l’emendamento è stato voluto dall’intera maggioranza.”

Il testo in questione è stato fortemente criticato dai tassisti perché rinvia la stretta del governo sulla concorrenza, ovvero l’entrata in vigore delle norme che limitano i noleggi con conducente e i servizi offerti dalla multinazionale Uber.

La “stretta” in questione è contenuta nel decreto legge 207/2008 e stabilisce che:

  • gli ncc possono operare solo con clienti che si presentano nella loro rimessa e che chiedono di essere trasportati;
  • i veicoli ncc posso stazionare solo all’interno delle rimesse o presso i pontili di attracco;
  • la sede del noleggiatore e la rimessa possono essere situate solo nel territorio del Comune che ha rilasciato l’autorizzazione a svolgere l’attività di Ncc.

Con l’emendamento Lanzillotta l’entrata in vigore di questi pesantissimi limiti è rinviata al 31 dicembre prossimo, con grande malcontento dei tassisti che avrebbero voluto essere gli unici abilitati a prendere passeggeri in strada “al volo”.

Ad oggi in Italia manca una legge chiara che definisca questo settore.

Il ministro dei trasporti, Graziano Delrio, per stemprare la tensione ha convocato i sindacati dei tassisti martedì 21 febbraio, dicendo: “apriamo un tavolo per dare un quadro complessivo in cui discutere insieme…che permetta di migliorare la situazione.”

I tassisti temono che una riforma complessiva del sistema possa favorire una nuova ondata di liberalizzazioni a vantaggio di servizi di noleggio a pagamento anche tramite app come Uber.

Una licenza costa a un tassista circa 150.000 euro, molti lamentano di aver contratto grossi debiti per ottenerla e ora temono che con l’apertura del mercato ad altri operatori verrebbero messi in ginocchio

Che qualcosa non funzioni nel sistema è però più che evidente ed è sbagliato da parte dei tassisti trincerarsi dietro diritti e privilegi acquisiti.

I cittadini sono sempre più attratti dal car sharing che sta avendo grande successo nei grandi centri e che batte ogni concorrenza nel rapporto qualità-prezzo.

Sì perché le persone, soprattutto i giovani, hanno voglia di scegliere, e internet così come altri strumenti tecnologici danno loro la possibilità di farlo.

Sempre più spesso acquistiamo capi di abbigliamento su internet, il che penalizza certamente i commercianti che non sono in grado di stare al passo con i tempi e che non sanno trarre giovamento dalla possibilità di ampliare il raggio di vendita sfruttando le  potenzialità della rete.

I tassisti dovrebbero puntare proprio su questo, reinventare il proprio servizio per meglio soddisfare le esigenze dei clienti.

Oggi molto frequentemente capita ancora di trovare tassisti sprovvisti di pos o che faticano ad utilizzarlo.

Non può essere questa la strada per battere la concorrenza.

L’Italia è il Paese europeo con le tariffe più alte e dove c’è il più basso rapporto tra numero di utenti e di taxi. Il trend potrebbe essere invertito puntando per esempio su tariffe agevolate per gli anziani soli, o per i ragazzi all’uscita dalla discoteca, o ancora diffondendo la pratica del taxi collettivo, già molto in uso a Palermo.

Migliorare il servizio per soddisfare un maggior numero di utenti questa è la chiave per battere la concorrenza.

 

 

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