Spindle – Il viaggio della morte alla ricerca di se stessa

Edito da Deck13 Interactive e Wobble Ghost, Spindle si presenta come un semplice puzzle action nel pieno stile The Legend Of Zelda, quel classico senza tempo che ha segnato per sempre l’infanzia di molti di noi e ha scolpito il nome della saga nell’olimpo dei videogiochi, trattando un tema completamente diverso, ovvero quello della Morte.
I primissimi istanti di gameplay ci presenteranno un video con un uomo ed un ragazzo intenti a pescare, per poi far sparire di colpo la persona più grande e facendo risvegliare il nostro protagonista a terra al fianco di un maialino. Da lì inizierà un viaggio alla ricerca (fisica e metaforica) di noi stessi, che pian piano farà luce sul perché delle nostre azioni e su quello che sta cambiando nel mondo.
Spindle, tra mistero e magia
Dopo un intro di gioco a dir poco spiazzante il giocatore si ritroverà a comandare i movimenti di questo strano personaggio vestito completamente con una tunica nera e con una potente falce in mano. Capire di impersonare la morte sarà facile, ma qual’è il motivo di quel video iniziale? E soprattutto perché, se siamo la morte, non sappiamo cosa dobbiamo fare qui?
Da queste semplici domande partirà il viaggio di Dengel, il protagonista, e del suo fidato compagno di viaggio, un maialino parlante che sarà di fatto la voce narrante di tutta la nostra avventura. Dengel non parla, non si esprime e non emette suoni, sarà la sua controparte animale a parlare per lui con il giocatore ed a tradurre in testo quelli che sono i dubbi e le perplessità del caso.
Il mondo intorno a noi sembra essere soggiogato da una sorta di maledizioni, o almeno le persone che vengono a mancare non riescono a raggiungere l’imbarcazione di Caronte ma sembrano legate al mondo terreno da qualcosa e Dengel stesso non ha più il pieno controllo dei propri poteri, dovendo quindi risolvere i vari misteri con la logica e l’astuzia per riuscire a tornare ad adempiere al suo compito.

Una lettera d’amore ai classici
Dal punto di vista di gameplay, Spindle incarna tutto quello che ha reso immortali i primi classici di Zelda. Se siete così giovani da aver conosciuto la saga di The Legend Of Zelda attraverso Breath of the Wild o Tears of the Kingdom forse non immaginate nemmeno la differenza stilistica e artistica che c’è con i primi capitoli della saga.
Il mondo di gioco è diviso in schemi e tutto l’avanzare della trama è scandito dal risolvere enigmi ambientali o sconfiggere nemici che porteranno a trovare nuovi oggetti o nuove magie atte a sbloccare nuovi percorsi prima inaccessibili.
Le musiche cambiano a seconda delle macroaree che visiteremo sottolineando il cambio di mood tra la città e la palude ad esempio, ma ogni schema è collegato all’altro attraverso percorsi precisi che si sbloccheranno man mano che proseguirete nella storia. Il protagonista sarà muto e, per quanto sarà l’eroe della storia, non sentirete mai la sua parola ma capirete le sue intenzioni attraverso le risposte degli altri npc.
Uno stile che quasi definiremmo vecchia scuola ma che sa scaldare il cuore e sa far tornare indietro nel tempo noi giocatori di vecchia data.

Una morte…diversa.
Il tema principale su cui si estende la narrazione di Spindle è quello della morte, ma racconta diverse sfaccettature di essa attraverso messaggi velati, quasi nascosti, che vanno colti e tenuti stretti durante l’intero gameplay.
Il nostro protagonista scoprirà di avere un grande compito sulle spalle e cercherà di recuperare il suo potere perduto per poterlo fare al meglio, ma allo stesso tempo il giocatore verrà messo di fronte al lutto, vissuto da tutte le persone vicine a chi, sfortunatamente, ha avuto la sorte peggiore. Si parlerà di amicizia spezzata, famiglie colpite dal lutto e anche dell’accettazione o meno della sorte.
Spesso i dialoghi saranno vere e proprie considerazioni sulla morte capaci di far riflettere su tanti aspetti che spesso, in primo luogo, non vengono in mente pensando all’argomento. Sia chiaro, Spindle non vuole essere un videogioco dalle tematiche troppo forti come può essere, ad esempio Spiritfarer, che tratta lo stesso argomento ma in maniera decisamente più accentuata e toccante.
Spindle vuole raccontare la morte facendo riflettere, ma senza esagerare. Vuole parlare di temi duri ma smorzando i toni con battute e situazioni surreali sottolineando l’importanza di saper accettare e di andare avanti, anche in momenti difficili.





