Fabledom – Il city builder “da favola” su Nintendo Switch!

Dopo una lunga attesa anche noi giocatori Nintendari abbiamo finalmente potuto mettere le mani su Fabledom, il city builder sviluppato da Greena Games ed edito dalla collaborazione tra Dear Villagers, Doyoyo Games, Plug In Digital, Merge Games.
Un gestionale che, già dalla sua release su pc, era riuscito ad incuriosirci per la sua struttura all’apparenza semplice e per il suo stile fiabesco e romantico. Tuttavia, come per ogni titolo di questa particolare categoria, i timori sulle trasposizioni su console sono sempre molti. Come verrà ottimizzato? Riuscirà ad avere delle buone prestazioni? Ma soprattutto, sarà facile da gestire con il controller?
Ovviamente per l’ultima domanda la risposta già si sa, il confronto è troppo impari e la natura di questi giochi fa si che mouse e tastiera siano sempre un passo avanti rispetto ai pad, ma volete mettere la comodità di potersi portare un gioco rilassante e delicato in giro con Nintendo Switch?
Fabledom – Tra regno e fantasia
Facciamo come sempre un piccolo balzo indietro prima di procedere ad analizzare la struttura e le prestazioni di questo titolo su Nintendo Switch, cos’è Fabledom?
Fabledom è un city builder ad ambientazione fiabesca. Il giocatore sarà chiamato a costruire un grande regno partendo dalle sue fondamenta per poi espanderlo fino a farsi conoscere con i confinanti regni e a doverlo difendere da eventuali minacce.
La struttura ricalca quindi le basi di quelli che sono i più grandi esponenti del genere, senza aggiungere chissà quali novità in termini tecnici. Si partirà dalle basi, con i lavori semplici e le risorse essenziali (come ad esempio un capanno per i taglialegna per recuperare legname o una fattoria per iniziare a coltivare cibo) e via via si aumenteranno le case ed il numero di residenti, fino ad arrivare a modificare la vita del villaggio.
Ogni struttura richiederà manodopera e più il villaggio sarà appetibile, più persone chiederanno di unirsi alla sua vita, e questo porterà sul regno l’attenzione di signorotti vicini, che inizieranno a comunicare con il giocatore, tra scambi commerciali e richieste di aiuto che serviranno a far aumentare la nobiltà del regno.
Un gestionale che segue ogni regola canonica del genere, che trova il suo punto di forza nell’ambientazione. Il regno delle fiabe offrirà la possibilità di aggiungere al regno un eroe, che dovrà fronteggiare minacce misteriose che di tanto in tanto appariranno nel regno. La casa di una strega? Un fauno nei pressi dei boschi? Qualcuno ha detto draghi e non morti?
Tutto quello che la fantasia classica del regno delle fiabe ci ha tramesso fin da bambini potrebbe apparire!

Musica e atmosfera
Questa aura fiabesca fa si che, dopo qualche ora, Fabledom non sia più il classico gestionale dove bisogna costruire una città ma piuttosto sembrerà di vivere una piccola fiaba con qualche struttura da costruire e migliorare di tanto in tanto.
Questa sensazione verrà alimentata anche dalla libertà totale che il giocatore avrà nello svolgere le attività suggerite dal gioco per il suo proseguimento. Io stesso talvolta ho lasciato in sospeso alcune missioni suggerite per poi trovarmi, una volta completata la prima, ad avere una cascata di missioni già concluse per via di attività parallele fatte per il solo gusto di veder crescere il villaggio secondo le mie preferenze.
Forse questa scelta avrà rallentato, in alcune sezioni, i miglioramenti del villaggio, ma ha lasciato un senso di libertà che non sempre si riesce a percepire in queste produzioni. Il tutto accompagnato da una musica minimale ma molto dolce, quasi in sottofondo leggero per lasciare spazio ai pensieri ed ai calcoli su come gestire le risorse.
Un’atmosfera fiabesca che lascia spazio al giocatore ma che non impedisce di autosabotarsi in alcune parti del gioco, dove magari presi da un obiettivo, si trascurano parti fondamentali per poi trovarsi a perdere diversi giorni in gioco per sistemare le crisi di cibo o risorse del momento.

Ma su Nintendo Switch come si presenta?
Arriviamo dunque alla parte scottante di questo nostro focus su Fabledom: come si comporta il gioco, pad dalla mano, su Nintendo Switch?
Ovviamente si tratta di un city builder nato per pc e adattato nei comandi per le versioni console e il risultato, per quanto non esente da alcune imperfezioni, è godibile. Certo, non è intuitivo nelle prime ore di gioco e spesso ci si ritroverà a scervellarsi per alcuni passaggi un pò macchinosi da un menu e l’altro, ma la natura semplice del gioco aiuta a prendere confidenza presto con questi passaggi. Dopo alcune ore di smarrimento si riuscirà a gestire il villaggio al meglio in pochi passi.
Ma purtroppo bisogna anche guardare il gioco nel suo complesso e bisogna ammettere che la trasposizione su Nintendo Switch non aiuta Fabledom a brillare. Passino alcuni cali di frame nelle parti più avanzate del gioco, quando il villaggio sarà pieno di vita e pieno di attività, ma quello che davvero non ha saputo convincerci è stato il suo adattamento visivo.
Purtroppo l’interfaccia è quella della versione pc e se in modalità doc la cosa non risulta troppo problematica, in modalità portatile le scritte molto piccole e i molti dettagli sparsi a schermo renderanno caotica l’esperienza di gioco, minando il piacere dello sfruttare a pieno la portabilità della console ibrida di Nintendo.

Se dovessi valutare Fabledom per il solo contenuto che offre al giocatore non ci penserei due volta a suggerirlo agli amanti del genere. Un city builder semplice, senza pretese, che punta tutto sull’atmosfera fiabesca e su incontri e situazioni particolare magiche. Può sembrare poco e poco convincente, ma se state cercando un gestionale con diversi livelli di difficoltà e particolare Questo è il titolo che fa per voi.
Ma se la vostra idea è quella di sfruttare al massimo la portatilità di Nintendo Switch giocando Fabledom in viaggio o scollegato alla tv, valutate bene la scelta. Il gioco di base rimane ottimo e ben strutturato, semplice come spiegato qualche riga fa e molto particolare nella sua ambientazione, ma pecca di un adattamento che talvolta non esalta questo lato dell’utilizzo di Nintendo Switch.




