Enshrouded – Persi nella nebbia

Enshrouded, l’ultima creazione di Keen Games, studio di sviluppo Tedesco che nel 2016 ha rilasciato Portal Knights, si presenta come un survival sandbox dove il giocatore veste i panni del Flameborn: l’eroe prescelto dalla sacra fiamma destinato a diradare la Nebbia maledetta che aleggia sul mondo di Embervale.
Nonostante il gioco sia un survival sandbox, la sua anima risiede nel sistema di combattimento, vario, soddisfacente e profondo. Questo aspetto è talmente sviluppato che potrebbe portare alcuni a definire Enshrouded come un action RPG con elementi survival.
Benvenuti a Embervale
Tempo fa, nella terra di Embervale, una misteriosa figura venuta da lontano fece scoprire all’umanità l’esistenza dell’Elisir: un liquido magico in grado di donare forza e conoscenze, nascosto nelle viscere della terra. Soggiogato dalla sete di potere, l’uomo iniziò a scavare enormi pozzi dai quali estrarre il prezioso liquido. Ma (come succede in tutte le storie fantasy in cui una popolazione scava troppo a fondo spinta dall’avarizia) dai pozzi iniziò ad uscire una misteriosa nebbia maledetta, portando il mondo in rovina. Per evitare l’estinzione dell’umanità, un gruppo di potenti maghi ed alchimisti creò il Flameborn: l’eroe che, guidato dalla sacra fiamma, salverà il mondo riportandolo al suo antico splendore.
La struttura di Enshrouded si basa su un sistema di quest che guideranno il giocatore in tutta la sua esperienza di gioco. Un importante particolare sta nel fatto che la mappa non è generata randomicamente, ma è fissa (su questo aspetto ci torneremo dopo).
Le quest sono quindi progettate in modo da spingere il giocatore sempre più lontano dal suo campo base e nelle zone maledette dalla Nebbia, nelle quali è possibile stare solo per un tempo limitato.
L’obiettivo del giocatore sarà quindi quello di completare varie missioni in modo da potenziare il proprio personaggio e la Fiamma (aumentare il livello della Fiamma ingrandisce l’area di costruzione della propria base e il tempo di permanenza all’interno della Nebbia), avventurandosi in vere e proprie spedizioni esplorative che necessitano di una preparazione accurata.
L’anima survival di Enshrouded, infatti, non si basa sull’ottenere risorse per sopravvivere, ma piuttosto per a portare a termine i viaggi dalla propria base alle zone d’interesse. A differenza di molti altri titoli survival, non sono presenti elementi come fame o sete: bere e mangiare servono infatti ad aumentare temporaneamente le statistiche, rendendo l’esplorazione meno ostica. Mentre risorse come minerali e altri materiali servono per creare armi, armature o pozioni di vario genere. Nonostante l’aspetto survival di Enshrouded non sia uno dei più classici, il crafting rimane comunque un elemento onnipresente e necessario al progresso dell’esperienza di gioco. Ogni progresso è infatti legato alla necessità di doversi addentrare in nuove zone, sempre più ostiche, per raccogliere nuove risorse con le quali creare equipaggiamenti sempre più forti.

Un plauso va al sistema di building, che presenta molti pezzi che se posizionati correttamente (i comandi risultano comodi sia su joypad che mouse e tastiera) andranno a creare abitazioni complesse su più livelli, oltre ad avere una valenza di gameplay. Inoltre, migliorare esteticamente la propria casa accresce il suo valore di comfort, un maggiore valore di comfort aumenta il tempo dei bonus ottenuti riposando nella propria base.
Diradare la nebbia a suon di botte
Come detto prima, si potrebbe definire Enshrouded come un action RPG con elementi survival, questo perchè, oltre al sistema di crafting ed elementi survival molto gentili verso il giocatore (durante le mie 15 ore di prova non mai ho dovuto portare avanti tediose sessioni di farming), il combattimento è l’elemento centrale dell’esperienza di gioco.
Il mondo di Embervale è pieno di minacce che spaziano fra i classici lupi alle insidiose creature della Nebbia. Per opporsi ad esse il giocatore ha a disposizione un vasto arsenale che comprende armi ad una o due mani, scudi, archi, bacchette e staffe magiche.

Il sistema di combattimento offerto da Enshrouded ha la classica struttura del combattimento “alla Dark Souls”, è infatti presente il lock della visuale sull’avversario, il parry e un indicatore della stamina che diminuisce quando si esegue la classica rollata con frame di invincibilità. Le prime battaglie potrebbero sembrare molto facili e banali, ma con l’avanzare dell’esperienza di gioco la pericolosità e il numero dei nemici aumenta, mettendo alla prova la destrezza e le doti strategiche del giocatore.
Il sistema di combattimento è inoltre arricchito dai perk ottenuti ad ogni aumento di livello: essi vanno ad aggiungere mosse e abilità che caratterizzano la build del proprio personaggio.
L’albero delle abilità presenta numerosi rami specializzati in vari stili di combattimento, che vanno a cambiare radicalmente il gameplay. È possibile approcciare i combattimenti in corpo a corpo o a distanza, specializzandosi sugli archi o gli attacchi magici, senza contare la possibilità di creare build di supporto come curatori o tank, che se inseriti in un contesto multiplayer (Enshrouded supporta lobby che possono contenere fino a 16 giocatori) possono rendere la vita dei propri compagni nettamente più semplice.
Un mondo da esplorare
Per quanto riguarda l’esplorazione e il level design, si può dire che Keen Games ha proprio fatto i compiti. La mappa di Enshrouded è, a differenza di molti titoli survival sandbox, fissa, con un design ben preciso.
Questo elemento riduce sicuramente la rigiocabilità del titolo (a meno che questo piccolo problema non venga risolto grazie a dungeon di end-game, ma queste sono solamente supposizioni), ma ne vale la pena se si considera che l’esplorazione strizza l’occhio a giochi come gli ultimi The Legend of Zelda ed Elden Ring.
Embervale è piena di punti di interesse che possono essere scoperti tramite quest, o esplorando liberamente. Ogni altura porta il giocatore a scoprire una grande quantità di punti d’interesse primari o secondari e le imponenti Spire: enormi torri che una volta scoperte sbloccano il viaggio veloce verso di esse. L’esplorazione del mondo esterno si alterna ai dungeon sparsi per la mappa di gioco, anch’essi progettati “a mano”, che spezzano l’esplorazione classica con sezioni di platforming, puzzle o combattimento.

Questo tipo di level design non è di certo nulla di nuovo, ma è sicuramente una ventata d’aria fresca rispetto ai titoli che presentano aree di gioco generate proceduralmente. In Enshrouded è infatti possibile incappare in imboscate o aree segrete che porteranno il giocatore a fare attenzione durante le fasi di esplorazione.
Un’attesa piena di speranze
Bisogna tenere bene a mente che tutto ciò di cui si è discusso in questa recensione fa riferimento alla versione in accesso anticipato, le speranze per la versione 1.0 (fissata per il 2025) sono quindi molto alte. Il gioco in questa fase risulta molto divertente e relativamente completo, per quanto riguarda le meccaniche principali, l’unico elemento che ricorda di essere in un accesso anticipato sono le performance. Al momento le prestazioni di gioco sono abbastanza buone, tranne all’avvio del gioco, dove i caricamenti sono davvero molto lunghi e nei primi minuti di gioco gli asset ci mettono un po a caricarsi, ma oltre a questo piccolo inconveniente, una volta caricato completamente tutti gli elementi di gioco, Enshrouded gira abbastanza bene.
Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, Keen Games ha pubblicato la roadmap del 2024 sul loro sito e a giudicare dalla frequenza degli aggiornamenti, gli sviluppatori sono abbastanza decisi a seguirla rispettando i tempi di consegna.

In definitiva, Keen Games è riuscita a dare una direzione particolare al genere survival sandbox, rendendolo più fruibile da chi è più interessato all’esplorazione e al menare le mani piuttosto che prendere a pugni degli alberi, mantenendo comunque una progressione di gioco basata sul crafting e la costruzione. Inoltre il sistema di classi variegato incita molto alla sperimentazione e alla cooperazione con altri giocatori, se poi i futuri contenuti di end-game andranno ad aumentare la rigiocabilità grazie a dungeon e sfide di difficoltà crescente, Keen Games potrebbe davvero aver fatto centro.





