QUASI NEMICI | L’importante è avere ragione

QUASI NEMICI | L’importante è avere ragione

Dall’11 Ottobre al cinema, distribuito da “I Wonder Pictures”, “Quasi Nemici | L’importante è avere ragione” di Yvan Attal è pronto a dimostrare che non esiste una verità, ma soltanto una motivazione convincente. Daniel Auteil e Camélia Jordana sono i protagonisti di questa straordinaria pellicola costruita sensibilmente sulla parola, sulla sua misteriosa e meravigliosa arte: l’eloquenza. Auteil è Pierre Mazard, noto provocatore e professore della prestigiosa università Panthéon-Assas; dopo uno scontro verbale con Neila Salah, interpretata da Camélia Jordana, Pierre Mazard, per evitare le tragiche conseguenze a cui potrebbe andare incontro il suo personaggio, propone insistentemente alla giovane ragazza, immigrata cresciuta nelle banlieue, di prepararla per il concorso di retorica tra tutte le università francesci.  Il sogno della ragazza è quello di diventare un avvocato, ma, affinché questo sogno si realizzi non ha intenzione di rinunciare al suo stile di vita, ai suoi amici, all’umiltà che ha sempre contraddistinto il suo animo puro. Nonostante le prime lezioni con Mozard si bloccassero su discussioni legate alle loro personalità, dall’abbigliamento di Neila ai suoi atteggiamenti, il professore riesce a guadagnare la fiducia di quella ragazza di cui nutre una stima apparente e vuole servirsi per riabilitare la propria immagine.

Neila manifesta delle capacità ma non è disciplinata, così Mazard attraverso un rigido e autoritario metodo d’insegnamento trasforma la giovane ragazza in una promessa della retorica. Seguendo i precetti del De Oratore di Cicerone il professore la invita a tenere una buona postura, l’aiuta a migliorare la dizione e le capacità di farsi ascoltare. A volte i modi con cui si pone nei confronti di Neila sono disgustosi, del resto lui non crede veramente nella ragazza ma sostenerla per il concorso era l’unica strada che sollevava Mazard da quelle pesanti dichiarazioni.

Assegna alla ragazza la lettura di “L’arte di ottonere ragione” di Schopenauer e poi la stuzzica con le parole affinché Neila utilizzi consapevolmente gli stratagemmi usi in un discorso reale. Le fa leggere testi classici con una biro trai denti e poi ancora dentro un vagone metro perché impari a catturare l’attenzione. Pierre Mazard è cinico, glaciale, severo ma un maestro, un formidabile insegnante di retorica. Piano piano Neila lo comprende e allo stesso modo se ne affascina consegnandole tutta se stessa. Al professore ora non resta che riuscire a portarla più lontano possibile nelle selezioni del concorso. Neila intraprende una scalata in crescendo. Quella ragazza che “parlava come un tassista di Uber” con la sua dedizione e il suo talento sta cambiando anche il professore.

Durante il percorso che porta Neila fino alla finale nasce una storia d’amore preannunciata ma che si complica drammaticamente nel corso del film. Neila nelle banlieue ha un gruppo di amici, trai quali un certo Munir è terribilmente attratto da lei. Munir non studia e fa il tassista, è diverso da Neila; ma l’amore nasce, anche se verrà messo in grave pericolo dalle loro differenze che li conducono ad incomprensioni. Il momento di massima felicità di Neila viene interrotto dal sospetto che Pierre Mazard si fosse preso gioco di lei, il processo “giudiziario” sulla posizione dell’insegnante era immediatamente successivo alla finale. E’ pronta a rinunciare, ma qualcosa la spinge a fare un gesto di cui non avrebbe mai pensato di essere capace. “A nessuno importa della verità, l’importante è avere ragione, no?”, dirà a Mazard.

Una pellicola che oscilla tra una critica socio-politica e un’atmosfera da commedia, contraddistinta straordinariamente dal divertente umorismo francese, dai giochi di parole e dai paradossi retorici richiesti dal film. Un’università di estrema destra, col suo professore più conservatore, che per rimediare ad una gaffe finge di aver scovato in una studentessa immigrata di seconda generazione il talento da condurre fino alla finale dei concorso. Un piano architettato con tanto cinismo che forse troppo anche Pierre Mazard.

La trovata del film è geniale, specie in questi periodi. Ed è altrettanto affascinante l’atmosfera che rievoca e il rapporto allievo-maestro. La prima è profondamente imbevuta di rimandi letterari, dalla classicità e ai più virtuosi romanzieri moderni come Rabelais, il secondo è profondamente intenso, Mazard da l’idea di un antico precettore.

Da questa “ambientazione” lo spettatore empatizza con Neila, contemporaneamente attratta e infastidita da Pierre Mazard. Le sceneggiature sono vincenti, molti dialoghi, non soltanto quelli tra Neila e Pierre, hanno un’ottima costruzione ed un eccezionale realismo, anche quando entra in gioco la retorica. L’ambientazione varia tra aule di prestigiose università e i luoghi dove vive Neila. La riproduzione delle banlieue è molto fedele ad una realtà moderata, anche per quanto riguarda costumi e atteggiamenti dei ragazzi.

Ritengo l’opera un riflessivo e divertente prodotto cinematografico, è la verità: questa volta è importante.

VOTO: 7.5

TITOLO: Quasi Nemici| L’importante è avere ragione

DURATA: 95 min

GENERE: Commedia

PRODUZIONE: Chapter 2, Moonshaker, Pathé

DISTRIBUZIONE: I Wonder Pictures

REGIA: Yvan Attal

SCENEGGIATURA: Victor Saint Macary, Noé Debré, Yvan Attail

CAST: Auteuil Daniel, Jordana Camélia.

 

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