‘Otello’: al Globe di Roma un classico di William Shakespeare

‘Otello’: al Globe di Roma un classico di William Shakespeare
Otello e Desdemona

La recensione di Otello

Tra tutte le opere di William Shakespeare, Otello è sicuramente una di quelle che potrebbe accennare ad un moderno approccio psicanalitico nella costruzioni dei personaggi.

Senza azzardare paragoni che indurrebbero interpretazioni sbagliate, evitando accuratamente ogni tipo di sfondone storico (Freud è pur sempre un uomo di fine Ottocento, che poco aveva a che fare con l’Inghilterra dei Tudor), si può certamente asserire che l’ira di Otello, al pari dei dubbi di Amleto, rappresenta l’esempio di una delle più felici intuizioni del teatro shakespeariano, e cioè il fatto che il personaggio in scena, per innescare quel meccanismo catartico fondamentale sin dai tempi d’Aristotele, non poteva più essere un semidio tipo Oreste, Edipo o Antigone.

Iniziava ad incombere, a Stratford-upon-Avon, la necessità di fare del teatro un momento ed un luogo in cui gli uomini parlano agli uomini di altri uomini. Dopo decenni di pegeant wagons e miracle plays si faceva tangibile la tentazione di andare oltre, di far ammalare Otello non più di hybris, di tracotanza nei confronti dell’Olimpo, bensì di una furia che eccede nascendo e morendo in sé stessi.

Otello e Desdemona

E’ un passaggio epocale, di cui la psicologia intesa come scienza potrà rendersi complice soltanto quando Pirandello ne Il fu Mattia Pascal mette in crisi il suo Oreste prefigurando uno strappo nel cielo di carta che riveste il teatrino delle marionette.
Per questo l’adattamento firmato Marco Carniti inizia con Otello rincorso da Iago,  ché si rifiuta di recitare. Sul palco invece il resto della compagnia indossa magliette con una scritta inesorabile: «Io sono Otello».
Viene da pensare alla strategia del terrore nell’epoca dei tweet, a quei continui #JesuisCharlie, #JesuisParis, #JesuisManchester che esprimendo solidarietà involontariamente sono benzina sul fuoco della paura. La paura di essere dall’altra parte della degenerazione, di impazzire per colpa di un tarlo che entrando in un orecchio inizia a scavare mangiando via sinapsi e raziocinio. 

Da Londra, White Hall Palace, 1604, a Roma, Globe Theatre, 2018. Invariata resta l’urgenza di porre quesiti agli spettatori. Immutata rimane anche la compagnia diretta da Carniti in questa nuova edizione di  Otello. In particolare resta magistrale l’affinità tra il protagonista e Iago, interpretati rispettivamente da Maurizio Donadoni e Gianluigi Fogacci, l’uno emblema di una rabbia cieca che porta alla solitudine, l’altro invece schiavo di una brama di potere che si rivelerà fatale.

Chapeau!

Gianluigi Fogacci interpreta Iago

Silvano Toti Globe Theatre presenta

Otello

Interpreti

Desdemona: Maria Chiara Centorami
Bianca : Antonella Civale
Brabanzio : Nicola D’eramo
Othello : Maurizio Donadoni
Montano 1° Senatore : Diego Facciotti
Iago : Gianluigi Fogacci
Ludovico : Sebastian Gimelli Morosini
Cassio : Massimo Nicolini
Roderigo : Gigi Palla
Emilia : Carlotta Proietti
Doge Graziano :Tommaso Ramenghi

regia di  Marco Carniti

Per il programma completo del Silvano Toti Globe Theatre clicca qui.

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