Italiani: Sotto al sole senza protezione consapevoli dei rischi

di Enrico Ferdinandi

Secondo una recente indagine condotta condotta da “GfK Eurisko” e presentata a Sorrento durante il “Congresso Nazionale di Scienze dermatologiche” è emerso che gli italiani si dicono consapevoli dei rischi a cui possono andare in contro se prendono il sole senza protezione ma la maggior parte delle volte nonostante tutto non prendono i giusti provvedimenti per la prevenzione da raggi solari. Per condurre l’indagine è stato preso in esame un campione di individui dai 14 anni in su: il 40%  fa a meno della protezione solare anche se è a conoscenza che prendere la tintarella senza protezione danneggia la pelle, la fa invecchiare prima e può far venire tumori cutanei.

I dati di questa ricerca sono quindi allarmanti, si denota come vi sia un’Italia pigra che seppur informata non si preoccupa delle conseguenze che un’esposizione prolungata sotto i raggi del sole senza protezione può causare.  Isabella Cecchini, la responsabile di Eurisko, la società che ha condotto l’indagine, ha affermato:  «Abbiamo ripetuto un’indagine già condotta con gli stessi criteri 10 anni fa. È cresciuta la consapevolezza dei danni da sole, ma i comportamenti sono cambiati di poco. Un dato positivo? Le mamme: sono molto consapevoli e quasi tutte usano solari per i loro figli, impiegando prodotti con fattori elevati». Un dato che emerge da un’inchiesta condotta un paio di anni fa in alcune scuole elementari che ha avuto risultati sorprendenti. Tullio Cainelli, docente di dermatologia all’ Università Milano-Bicocca spiega che: «Uno studio condotto in alcune scuole elementari aveva dimostrato che 1 bimbo su 4 aveva già avuto ustioni solari con eritema e vescicole, proprio quelle che predispongono ai tumori».
Anche gli anziani si proteggono al sole, a differenza degli adolescenti che preferiscono una tintarella perfetta senza protezione e utilizzano creme super abbronzanti che possono anzi peggiorare la situazione. Fabio Ayala, presidente del “Congresso di Scienze dermatologiche” ha detto che: «Proprio nei ragazzini e nei giovani, bisognerebbe cercare di promuovere una campagna di comunicazione per migliorare i comportamenti al sole». Infine un’altra indagine condotta su oltre 1200 studenti delle scuole superiori in Abruzzo dimostra che il 97% dei ragazzi ha sentito parlare dei tumori cutanei e il 70% sa che il sole può far male, ma solo il 13% si protegge sempre mentre il 40% non lo fa mai. Gli italiani quindi questa volta sono “preparati” non rimane che migliorare sulla forza di volontà, anche se forse basterebbe solo un po’ di buon senso.

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