Mappate le aree del cervello dove nascono i sapori

di Enrico Ferdinandi

Da uno studio di alcuni ricercatori dell’ dell’Howard Hughes Medical Institute e del National Institutes of Health (NIH) è emerso che il cervello dei mammiferi ha una precisa mappatura del gusto. Per comprendere come reagiscono le aree celebrali a contatto con il gusto è stata utilizzata una tecnica ultramoderna che colora i neuroni e li rende fluorescenti ogni volta che si attivano in risposta agli stimoli che arrivano dalla bocca. Difatti i neuroni sono capaci di distinguere i vari sapori dei cibi quando la lingua entra a contatto con essi; come ad esempio il salato che a contatto con la lingua “illumina” una determinata area del cervello.

I ricercatori sono arrivati ad elaborare una vera e propria mappa del gusto del nostro cervello dopo aver condotto una serie di esperimenti su dei topi. Dallo studio, poi pubblicato sulla prestigiosa rivista Science si apprende che il cervello dei mammiferi percepisce quattro gusti fondamentali: il dolce, l’amaro, il salato e l’umami (il saporito), in distinte aree del cervello. Gli studiosi hanno anche accertato che vi è uno stretto legame tra gusto e comportamento, quando difatti i ricercatori hanno stimolato i neuroni del dolce e del salato i topi sono stati propensi a mangiare, mentre quando ad esser stimolati sono stati quelli dell’amaro e dell’acido no.

Il prossimo passo che i ricercatori hanno intenzione di fare è capire come il gusto si combini con altri sensi come odorato o tatto, o con gli stati interni ciò potrebbe esser molto utile a capire come si genera il ricordo dei gusti e lo stimolo della fame.

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