New Game Designer 2014 all’Università Statale di Milano

Martedì 1 luglio all’Università Statale di Milano si è tenuta la quarta edizione dell’annuale manifestazione che l’ateneo milanese dedica al mondo dei videogiochi. Un mondo il cui fatturato è in continua ascesa, dal 2011 nel nostro Paese ha superato quello del cinema nelle sale. Secondo i dati dell’AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) l’Italia è al quarto posto nella classifica dei mercati europei per quanto riguarda le vendite, ma per ora «siamo dei grandi consumatori, ma dei produttori ancora un po’ timidi» come ha commentato Thalita Malagò, Segretario Generale dell’AESVI. L’evento New Game Designer 2014, dedicato a chi sviluppa videogiochi in Italia, è al tempo stesso una gara e una grande esposizione. Quest’anno però è stata anche l’occasione per presentare il primo percorso di studi dedicato alla progettazione e sviluppo di videogiochi: da ottobre, infatti, sarà dedicato ai videogame un percorso accademico formale, nell’ambito della laurea magistrale in Informatica, proprio all’Università degli studi di Milano, un tassello importante per diventare non solo consumatori, ma anche produttori di videogame. Ubisoft, terzo produttore mondiale del settore operante in diciassette Paesi, ha accreditato il nuovo piano di studi diventando partner dell’ateneo milanese, queste le parole di Marco Zanna, producer della casa francese: «Non esito a dire che si tratta di un momento storico. Con questo corso di studi ci avviciniamo finalmente alla situazione di altri Paesi, dove il collegamento tra atenei e industria dei videogiochi è più facile, immediato, costante». Proprio per Ubisoft hanno lavorato due giovani programmer formatisi nel laboratorio PONG (Playlab fOr inNovation in Games) della Statale, che hanno poi partecipato alla realizzazione di Watch Dogs, l’ultimo videogioco creato della multinazionale francese, lanciato sul mercato a fine maggio e attualmente ancora in testa alla classifica di vendita per videogiochi per pc in Italia.

Questo corso di studi è dedicato agli aspiranti game designer (progettazione di videogiochi) e game programmer (programmazione di videogiochi). Come spiega Dario Maggiorini, cofondatore con Laura Anna Ripamonti del Laboratorio PONG dedicato alla ricerca sull’intrattenimento videoludico: «E’ una laurea magistrale in informatica, con un pacchetto di esami complementari dedicati ai videogiochi». All’interno del percorso di studi ci saranno corsi di geometria computazionale, programmazione grafica per il tempo reale e infrastrutture per i giochi online (quest’ultimo in inglese). La convinzione dell’ateneo è quella trovare una occupazione ai suoi iscritti in un settore in ascesa. Dal 2011 a oggi, circa il 66% degli studenti che si sono laureati in Informatica in Statale seguendo una tesi focalizzata sui videogiochi si è collocato in Italia o all’estero nel settore videoludico.

Nell’ambito delle celebrazioni per i novant’anni dell’Università Statale, la sede centrale dell’ateneo milanese in via Festa del Perdono ha ospitato la consueta gara tra sviluppatori in erba e una ricca esposizione di realtà del settore. Così gli spazi universitari del chiostro centrale e di quello di fianco alla biblioteca di Scienze dell’antichità e filologia si sono animati di stand, postazioni di gioco con titoli come Assassin’s Creed e Lone Wolf e altre per colloqui in stile “speed date” tra aziende e studenti di informatica. L’affluenza è stata alta, oltre mille tra ragazzi e ragazze. Non è sicuramente passata in secondo piano la gara tra giovani sviluppatori perché la premiazione dei migliori videogiochi prodotti dalle università milanesi è stato comunque l’evento principale della giornata. Organizzata dal laboratorio PONG, una giuria tra addetti ai lavori e giornalisti ha premiato l’impegno e la fatica degli studenti nella creazione di un videogame funzionante. Nella categoria “single player” (un solo giocatore) sono stati premiati due ragazzi del Politecnico di Milano: Alessandro Osima e Domenico Favaro, autori del gioco Judgement Day, che consente di impersonare un dio maligno e distruttivo. Judgement Day è un prototipo, ma è già possibile giocarci all’indirizzo: http://judgmentdaygame.wordpress.com/. Nella categoria “multiplayer” (più giocatori), ha vinto invece una coppia di ragazzi della Statale, Federico Cardini e Luca Todeschini, con il gioco di strategia in tempo reale Fields of war, la cui particolarità è che i giocatori modificano l’ambiente, per esempio possono creare montagne o far scendere dal cielo pioggia acida (il trailer: www.youtube.com/watch?v=sBvHAulZvbg&list=PLS1nDhnwNy1z3a78qWT-xpYeMvn43wRuy).

L’ateneo milanese, con le sue colonne del Seicento e Settecento, è stato teatro di come le Università siano in continuo movimento e cambiamento, un luogo di incontro e scambio non solo a livello della didattica ma soprattutto tra le persone: studenti, docenti, mondo del lavoro o semplici curiosi.

Paola Mattavelli
3 luglio 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook