La città sta con il Teatro Parenti: usciamo a riveder le stelle!

Sta diventando “un villaggio” il Teatro Franco Parenti guidato da Andrée Ruth Shammah, giunto questo anno alla sua cinquantesima stagione dal nome evocativo “Caos e stelle danzanti”.
Sono 15.400 mq complessivi: 9.600 esterni al teatro con 2 piscine, palazzina con residenze per artisti, biblioteca, sale e terrazze e 5.400 di teatro con 7 sale, compresi anche bistro e foyer.
Resta da “sistemare” uno spazio esterno, di circa 400mq, il nuovo Largo Franco Parenti. É ancora privo di forma, ma custodisce già dentro di sé la capacità di accogliere le diverse possibilità. Sarà come una sorta di ponte tra l’esterno e l’interno per accogliere e definire ancora meglio, la mappa di traiettorie e incontri che tutto lo spazio offre. Ma anche un angolo verde capace di ospitare nuove possibilità per attività all’aperto e socialità spontanea.
Uno spazio accessibile, una comunità più viva, è infatti il titolo della campagna fondi, ancora in essere, lanciata da Banca Intesa in collaborazione con la Fondazione Pier Lombardo per riqualificalo.
E la città ha già risposto e sta continuando a farlo. Non solo i grandi investitori, ma il pubblico del teatro e i risparmiatori.
Perché, se per crescere un bambino ci vuole un villaggio, come recita un vecchio proverbio africano, ci vuole un villaggio anche per la cultura, per costruire connessioni tra realtà culturali ed economiche. Solo così può essere capillare e capace di dare linfa ad una società.
Un villaggio quindi fatto di spazi capaci di contenere le visioni, intuizioni, inquietudini, desideri, domande di chi alla cultura ancora ci crede e sa che “insieme” si può fare.
Non stupisce quindi che la programmazione per la nuova stagione sia vastissima.
Tra produzioni e cooproduzioni, ricordiamo Amleto² di e con Filippo Timi che ha aperto la stagione il 22 settembre 2026. Ritroviamo poi spettacoli della passata stagione come Lezione D’amore con Milena Vukotic, Chi Come Me sul disagio giovanile, La Reginetta Di Leenane con Ambra Angiolini, Costellazioni / Constellations con la regia di Raphael Tobia Vogel, Il Mio Nome È Maria Stuarda con la solo apparentemente fragile Marina Rocco e Marjorie Prime.
E i volti conosciuti all’affezionato pubblico del teatro: Fausto Cabra in Danilo Dolci e in Don Milani, Francesco Brandi in Confesso Che Ho Vissuto, Gioele Dix in Un Anno In Meno, Un Anno In Più.
Tra le ospitalità, ricordiamo grandi classici come Il Berretto a Sonagli di Luigi Pirandello con Silvio Orlando, Riccardo III, Finale di Partita, Le smanie della Villeggiatura, Antigone, L’ultimo nastro di Krapp, Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta.
Ma anche spettacoli che guardano e indagano la contemporaneità. Come Insieme, un testo di Fabio Marra sulla disabilità di un figlio e la totale dedizione della madre. O Le belle notti, una commedia generazionale che osserva i ventenni alla fine degli anni 60 e quelli di oggi per i quali il gesto collettivo ha cambiato oggetto. Il repertorio popolare dell’Appenino accompagna l’originale monologo di Orsante, il domatore di Orsi di e con Matteo Vignati.
Continua a raccontare e osservare la longevità la rassegna La Grande Età, che comprende spettacoli, incontri e laboratori.
É ideata dal Teatro Franco Parenti insieme alla Fondazione Ravasi Garzanti.
A far da contrappeso a la Grande Età, c’è la rassegna dedicati ai Piccoli, da 6 mesi a 13 anni, con spettacoli sabato e domenica mentre le recite infrasettimanali sono dedicate alle scuole.
Ci sono poi delle piccole chicche, Le Pierlombarde, serate uniche a tema con musica, performance, lectio.
Tra queste, per esempio, Incipit, la festa per salutare l’autunno. Scrittori, filosofi, cittadini sono invitati a leggere l’Incipit del loro libro preferito, dando vita ad una biblioteca vivente.
Si va anche in Cina, con uno spettacolo conferenza di e con Giada Messetti. E poi Augias, Galimeberti, Veltroni e tanti altri appuntamenti.
Tra i prossimi segnaliamo il 1 Ottobre Brahm Dreams Still – Un Barlume Di Speranza In Questi Tempi Travagliati, con il compositore e leader Dino Betti van der Noot, tra i più importanti compositori, arrangiatori e direttori d’orchestra del jazz italiano. Il quasi novantenne artista, presenta dal vivo Brahm Dreams Still, il suo ultimo album,e alcuni brani inediti. Lo accompagnano ventidue musicisti tra assoli e improvvisazioni.
Arriva anche, il 4 ottobre 2026, per una sola sera, il teatro giapponese Noh con una eredità di 600 anni. A portarla a Milano è la Scuola Hosho Heritage, custode di una forma di teatro antica, tra musica, parola, canto e movimento, considerata dall’Unesco patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Il ventaglio di abbonamenti viene incontro ad ogni esigenza.
Tariffe agevolate per giovani Under 30, o Over 65. Il Teatro Franco Parenti aderisce al virtuoso circuito Teatri per Milano (Invito a Teatro).





