La gatta sul tetto che scotta: la danza delle menzogne
Leonardo Lidi firma la regia di La gatta sul tetto che scotta, di Tennessee Williams, drammaturgo tormentato statunitense morto forse accidentalmente nel 1983.
Lo spettacolo è in scena nella sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano dal 10 al 15 Febbraio 2026 presentato per gentile concessione della University of the South, Sewanee, Tennessee. A questa università infatti, l’autore ha lasciato in eredità il suo intero patrimonio intellettuale compresi diritti d’autore di opere teatrali, sceneggiature, poesie e lettere.
Lidi porta un testo importante che valse al drammaturgo il Premio Pulitzer, il secondo dopo quello ottenuto per Un tram che si chiama Desiderio nel 1948.
Lo fa in modo forte, deciso, moderno, alleggerendolo dalle atmosfere melò del Sud tanto care a Williams e arricchendolo perfino di una suggestiva e originale coreografia danzante “mortifera”.
La scena, che resta praticamente invariata, è di forte impatto visivo. É la camera da letto di Brick e Margaret, che incontriamo mentre si preparano ad andare al compleanno del padre di Brick, un ricchissimo uomo che si è fatto da sé.
Ha accumulato ricchezze lavorando alacremente con sentimento di rivalsa, trascurando sempre la famiglia che però ricopriva di soldi.
Ma questa stanza è lontana dall’essere un nido d’amore. Il matrimonio infatti non si consuma per una omosessualità latente, sofferta e nascosta di Brick, nonostante il desiderio frustrato della moglie.
Aleggia nella stanza l’ombra del suo amico morto suicida proprio per l’impossibilità di amarsi.
La regia decide quindi di dargli un corpo fisico. Vediamo infatti Skipper che attraversa continuamente e in silenzio, quasi in una lenta processione, la stanza. Come se la morte di lui abbia squarciato per prima il “cielo di cartapesta” delle menzogne lasciando entrare un raggio di verità. Porta con se uno specchio che sposta in ogni angolo della stanza.
Che è vuota, sterile come il grembo di Maggie, priva pertanto di talamo nuziale e di mobilia. Scena e luci di Nicolas Bovey ci presentano dunque uno spazio grigio, freddo, asettico. Le lastre di marmo grigio chiaro ricordano piuttosto una camera mortuaria.
Dove in effetti moriranno, in un unico spazio temporale e fisico, le ipocrisie che per anni hanno avvolto senza farli deflagrare i conflitti familiari.
Che sembrano danzare tra l’innocenza di trilli, canzoni e capriole dei tanti bambini del fratello di Brick, in un gioco drammaturgico di contrasti molto convincente.
Il fratello Gooper infatti e sua moglie, sfornano “eredi” per conquistarsi l’eredità del padre che proprio stasera festeggia il suo compleanno ignaro che sarà l’ultimo. Il figlio infatti ha falsificato i referti medici che purtroppo ne sanciscono una morte vicina.
Ha già pronti al contempo i fogli per aggiudicarsi l’eredità paterna che diventa rivalsa rabbiosa verso il potere patriarcale del padre, esercitato sempre senza condivisone.
Maggie, la moglie di Brick, si sente come La gatta sul tetto che scotta. Viene dal basso, ha conosciuto la miseria ed ora, anche se tutto sembra vacillare non vuole abbandonare quel tetto che sembra ricompensarla economicamente della vita passata. Ed è pronta ad una ultima menzogna.
C’è anche un reverendo, non proprio interessato alla vita celeste, e un medico burocrate abituato alla morte che ci regala un fantastico balletto.
Il cast affiatato e carico di energia vitale offre una recitazione intensa. È composto da Valentina Picello, Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo, Nicolò Tomassini.
La gatta sul tetto che scotta
di Tennessee Williams
traduzione Monica Capuani
regia Leonardo Lidi
con Valentina Picello, Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo, Nicolò Tomassini
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Claudio Tortorici
assistente regia Alba Porto
produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
Teatro Franco Parenti
martedì 10 Febbraio – 20:00
mercoledì 11 Febbraio – 19:45
giovedì 12 Febbraio – 21:00
venerdì 13 Febbraio – 19:45
sabato 14 Febbraio – 19:45
domenica 15 Febbraio – 16:15
SETTORE A (file A–E + H)
intero 38€;
under30/over65 28€
SETTORE B (file F–R)
intero 28€;
under30/over65 20,50€; convenzioni 22€
SETTORE C (file S–ZZ)
intero 20,50€;
under30/over65 18€; convenzioni 18€
I prezzi non includono i diritti di prevendita.




