Il Piccolo Principe, there’s a star man waiting in the sky
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano).”
Questa premessa la conosciamo un po’ tutti. È la dedica iniziale de Il Piccolo Principe. Romanzo breve di Antoine de Saint-Exupéry, è una delle opere letterarie di maggior successo dello scorso secolo, e in generale uno dei testi più profondi e stratificati della storia della letteratura (nonostante, o forse proprio per questo, sia rivolto ad un pubblico infantile). È il libro più tradotto dopo la Bibbia, disponibile in oltre 600 lingue e dialetti, con più di 200 milioni di copie vendute in tutto il mondo—19 milioni solo in Italia—tanto da meritarsi di essere inserito da Le Monde tra i migliori libri del XX secolo.
Nel caso in cui non conosciate la vicenda, questa ruota intorno all’incontro di un aviatore con il Piccolo Principe per l’appunto, unico abitante di un remoto e minuscolo pianeta, insieme alla sua amata ma vanitosa rosa. Il giovane protagonista racconterà al suo interlocutore dei suoi incontri con personaggi assurdi e sopra le righe, grottesche metafore sulla “ben strana” vita e società degli adulti.
Ma non siamo qui per fare una recensione non richiesta e fuori tempo massimo di un libro uscito più di ottant’anni fa. Come ogni opera letteraria di successo, tra cinema e tv Il Piccolo Principe è stato trasposto decine di volte, ma l’adattamento di cui vi stiamo per parlare, e che vi invitiamo a vedere, è la rappresentazione teatrale attualmente in scena al Teatro Olimpico di Roma da mercoledì 11 a domenica 22 febbraio 2026. Lo spettacolo proseguirà poi in tournée nelle principali città italiane, toccando Napoli, Bologna, Firenze, Legnano, Assisi, Bari, Ravenna, Civitanova Marche, Bassano del Grappa e Lugano fino ad aprile.
Il Piccolo Principe tra Ziggy Stardust e Georges Bizet
Per la regia di Stefano Genovese, prodotto da Razmataz Live, lo spettacolo si compone di una serie di esibizioni di danza, mimo, acrobazia e comicità. È uno show che ha già conquistato il pubblico italiano: alla sua quarta edizione, ha venduto oltre 150.000 biglietti dal 2023 ad oggi, incantando spettatori di tutte le età. Di pari passo con la prosecuzione della trama, i vari sketch scandiscono ogni singolo blocco del racconto del principe: resterete col fiato sospeso con le esibizioni di equilibrismo nella sezione dedicata all’uomo d’affari che conta le stelle, sarete ipnotizzati dalla danza dell’ubriacone che beve per dimenticare la vergogna di bere, e rischierete crisi respiratorie per le risate davanti agli ordini del sovrano solitario.
Vi sono però due fili rossi che si snodano per tutta la durata dello spettacolo, mantenendolo solido e coerente. Il primo è ovviamente il cast, la cui presenza scandisce in modo organico e funzionale la fine di ogni sketch e l’inizio del successivo. A spiccare su tutti gli altri attori è Nicholas Ori, giovanissimo attore di soli 9 anni che nonostante la giovanissima età vanta già un curriculum di tutto rispetto. È membro del Coro delle Voci Bianche del Festival Puccini di Torre del Lago, con cui ha preso parte a importanti produzioni operistiche come Madama Butterfly e Turandot. Nel 2024 ha vinto il premio come Miglior Attore per il cortometraggio “La morte dell’unicorno”. Dalla disinvoltura con la quale calca il palcoscenico, non è irrealistico immaginare un avvenire brillante nel mondo dello spettacolo.
L’altro filo rosso, ancor più preponderante del primo, è la musica. Questa è presente per tutta la durata dello spettacolo, e tra cover e strumentali sottolinea con efficacia ogni singolo passaggio della storia, quelli più divertenti come quelli altrettanto sofferti. A colpire è soprattutto la varietà delle scelte musicali, curate dal compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra Paolo Silvestri. Si va dalla Carmen a The Loneliest dei Maneskin, passando perfino per La Cura di Franco Battiato e per The Sound of Silence di Simon & Garfunkel. La presenza più costante è però quella di David Bowie, le cui opere e le cui chiavi di lettura si sposano così bene con quelle de Il Piccolo Principe da risultare una scelta intuitiva.
In generale l’estetica, l’atmosfera e l’uso della musica fanno di questo spettacolo una rilettura del romanzo originale dall’anima fortemente pop rock, persino cyberpunk in certi momenti. Certo, non vi consigliamo questo spettacolo se non siete amanti degli intermezzi musicali, dato che questi sono frequenti e molto lunghi, al punto che qualcuno potrebbe reputarli anche un po’ invasivi. Ve lo consigliamo al contrario se volete che il senso del racconto di Exupéry non vi venga semplicemente messo in scena davanti agli occhi, ma vi venga fatto vivere, che vi coinvolga in modo diretto.
Più che uno spettacolo Il Piccolo Principe è un’esperienza di gioco collettiva, che vi divertirà, vi esalterà, vi commuoverà e vi farà riscoprire quei concetti così semplici e fondamentali da averli scordati nel frenetico frastuono della vita adulta.




