Prima del Temporale, Umberto Orsini al Piccolo

Umberto Orsini, diretto da Massimo Popolizio, è sino al 21 dicembre 2025 al Piccolo Teatro di Milano con Prima del temporale.
Il riferimento è a Il Temporale di Strindberg (1907), un dramma da camera intimista, che privilegia l’analisi psicologica. Orsini è un vecchio attore che, nell’intimità del suo camerino, si appresta a recitare questo testo molto breve dove il personaggio centrale si è ritirato dal mondo.
Ci sembra però che se il registro del Kammerspiel è rispettato, il contenuto del racconto autobiografico di Orsini presenti distanze siderali rispetto a quello di Strindberg.
Il protagonista “svedese”, un certo Monsieur, è infatti un vecchio di circa 60 anni che fugge qualsiasi forma di contatto con gli altri per paura di dover incrinare la sua vita tranquilla da separato, asfittica e vuota.
Abita in uno stabile dove i condomini non si conoscono tra loro, vivono in una indifferenza reciproca e si scambiano qualche parola solo sul temporale di fine estate che deve scoppiare da un momento all’altro.
Evitando amore e amicizia, il protagonista finisce così con lo staccarsi dalla vita dolcemente, come un vecchio dente che cade senza dolore né rimpianti. Ma il passato ritorna fragoroso, come un temporale.
Orsini invece non si sottrae al mondo, anzi. Lo ha attraversato e resta ancora curioso di vita, di emozioni, di teatro.
In camerino entra sempre una giovane modista appassionata di teatro e anche un pompiere che sembra redarguirlo perché fuma una sigaretta per prepararsi allo spettacolo quando non si potrebbe.
Mentre aspetta di andare in scena, tornano i ricordi, ma non come fantasmi assalitori. Complice un vecchio libro di gioventù che trova in camerino, il suo racconto fluisce come una melodia elegante e fluida. Una sorta di Danubio Blu, un valzer che è un inno alla vita e alla speranza. Forse anche una forma di testamento artistico.
Dagli esordi in uno studio notarile, al viaggio in treno a Roma per i provini all’Accademia d’arte drammatica, iscritto a sua insaputa dalle ragazze dello studio colpite dalla sua enfasi nel leggere gli atti. Porta con sè poche lire, 2 pantaloni, 3 camice e una giacca fatta fare da un sarto e pagata a rate. Il fortunato provino con L’uomo dal fiore in bocca, che ci recita, è l’inizio di nuovi orizzonti.
Gli esordi sono accompagnati dalla certezza e da una fiducia ostinata nella riuscita. Sembra quasi di sentire in sottofondo La Boèhme di Aznavour, che canta di un tempo che i giovani non possono conoscere, quando non si mangiava tutti i giorni ma si aspettava la gloria e non si smetteva di crederci.
Ricorda i compagni di accademia, Virna Lisi, Ferruccio Soleri, Giancarlo Giannini. L’ossessione per la memoria e i trucchi per esercitarla.
Prima del Temporale: insieme alla sua vita, sfila un’Italia in bianco e nero, dove il futuro aveva ancora un orizzonte sociale.
E poi I fotoromanzi, l’Eliseo, La televisione, Carosello, i Fratelli Karamazov. In un filmato in bianco e nero lo vediamo: Ivan Karamazov, ateo, razionale e nichilista con le sue tormentate riflessioni sull’esistenza di Dio.
C’è spazio anche per gli amori: tra tutti Ellen Kessler e Rossella Falk maestra dolce e puntigliosa. Il pubblico lo segue con commozione e affetto.
Piccolo Teatro Grassi (via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 2 al 21 dicembre 2025
Prima del Temporale
da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio
con Umberto Orsini
e con Flavio Francucci e Diamara Ferrero
regia Massimo Popolizio
scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi
costumi Gianluca Sbicca
video Lorenzo Letizia
luci Carlo Pediani
suono Alessandro Saviozzi
assistente alla regia Mario Scandale
produzione Compagnia Orsini
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30;
domenica ore 16; lunedì riposo.
Durata: un’ora e 20 minuti senza intervallo





