Hamilton trionfa, doppietta Mercedes

Hamilton trionfa, doppietta Mercedes

GP-Malesia-2014Ancora Mercedes. Ma questa volta è stato Hamilton a trionfare, dopo la delusione in Australia l’inglese si riprende la vittoria e il team tedesco conquista la sua prima doppietta da quando è tornato in Formula 1. Al via Hamilton ha mantenuto la posizione e Rosberg ha scavalcato Vettel per tenerselo dietro fino al traguardo. C’è stato un momento in cui la doppietta sembrava in discussione, ovvero quando Vettel si è avvicinato fino a un secondo da Rosberg, ma l’attuale leader del campionato ha tenuto duro. In condizioni di pista asciutta le Mercedes sembrano davvero di un’altra categoria e solo le due Red Bull sono sembrate in grado di poter seguire le Frecce d’Argento e se il copione non dovesse cambiare possiamo soltanto immaginare il campionato 2014 come una sfida privata tra Hamilton e Rosberg. Per ora i due hanno una vittoria a testa, Hamilton ha un ritiro e Rosberg un secondo posto che gli consente di mantenere la leadership nel campionato. Dopo anni di eterne promesse, questo (anche l’anno scorso in verità) sembra quello che finalmente rende giustizia al tedesco, pilota che ha sempre mostrato la sua velocità non ricambiato da monoposto competitive e che in quanto a talento non ha nulla da invidiare a Hamilton. Per l’inglese questo potrebbe essere l’anno buono dopo diversi anni in cui sembrava sempre mancare qualcosa per il campionato, infatti dopo il suo debutto di fuoco nel 2007 e il titolo 2008 Lewis non è più arrivato tra i primi tre nelle seguenti classifiche di campionato. Ma quest’anno la storia potrebbe essere diversa. Tecnicamente parlando invece, la Mercedes ha vinto senza neanche tirare troppo e questo la dice lunga sulle potenzialità del team a pieno regime, come la dice lunga il famoso hat trick di oggi: pole, vittoria e giro veloce.

Altri che tornano a sorridere sono Vettel e la Red Bull, molto meno Ricciardo, bersagliato oggi da guai senza fine, da una ruota stretta male al pit stop che gli ha fatto beccare una penalità all’alettone anteriore che ha ceduto dopo una “scordolata” un po’ troppo allegra, infine il ritiro a corollario di tutti i guai senza i quali avrebbe probabilmente terminato quarto. Vettel invece è stato l’unico a non essere stritolato dalle Frecce d’Argento. Al via ha dovuto subire Rosberg, poi nel finale si è avvicinato molto cercando di riprendersi la posizione anche se si è dovuto accontentare del terzo posto. La Red Bull è sempre veloce, data erroneamente morta (anche da chi scrive, oh yes), è tornata come seconda forza del mondiale, ha risolto i problemi di affidabilità e bisognerà fare i conti anche con loro.

Apriamo ora il discorso Ferrari. Alonso e Raikkonen oggi hanno terminato rispettivamente in quarta e dodicesima posizione. Risultato deludente dopo le aspettative sul lungo lavoro svolto in queste due settimane. Alonso ha seguito le Red Bull a un secondo di distacco fino a metà gara ma sembrava che quello fosse il limite prestazionale della F14T e se è così non c’è molto da stare allegri per il resto del campionato. Lo spagnolo ha poi beneficiato dei guai di Ricciardo e ha dovuto duramente combattere con Hulkenberg che non gli ha certo regalato la sua posizione.

Il distacco finale è stato di circa 30 secondi, come in Australia e quindi, troppi. Per Raikkonen invece la gara non poteva iniziare peggio, certo non per colpa sua. Il finlandese è stato protagonista di una buona partenza ma all’inizio del secondo giro è stato tamponato da Magnussen in un tentativo di sorpasso un po’ troppo ottimistico che ha finito per squarciare la gomma posteriore destra. Kimi ha quindi dovuto percorrere un giro a ritmo lentissimo per rientrare ai box e si è ritrovato ultimo. Da lì la rimonta fino al dodicesimo posto, rimonta di certo non folgorante ma resta la rabbia dell’incidente a inizio gara senza il quale avrebbe probabilmente finito la gara nella stessa posizione del compagno. Il guaio è che questa vettura sembra troppo distante in quanto a velocità pura e resta ancora da perfezionare l’integrazione tra motore e power unit. In Bahrein la prova d’appello.

Mclaren notevolmente ridimensionata con un’ottima prova di Button che ha chiuso in sesta posizione e un nono posto per Magnussen. La vettura britannica non è sembrata efficiente come a Melbourne e quindi il risultato dell’inglese in queste condizioni è più che buono. Il suo compagno danese invece ha cominciato male tamponando Raikkonen al secondo giro e rovinandogli vettura e gara, infatti gli è stato dato uno stop and go di penalità per la manovra imprudente.

Fanno le formichine le Williams che chiudono in settima e ottava posizione rispettivamente con Massa e Bottas. Nel finale il duo sembrava nettamente più veloce di Button e dal muretto è arrivato a Massa l’ordine di lasciar passare il compagno che, a dire del team, in quel momento era più veloce. Il brasiliano si è rifiutato di obbedire, anche legittimamente dato che è appena arrivato in squadra e non si possono impartirgli ordini già alla seconda gara. In un team che oltretutto, fino all’anno scorso ha fatto da fanalino di coda.

Ottima la gara di Hulkenberg con la Force India che ha terminato in quinta posizione dopo un bellissimo duello con Alonso. Il tedesco meriterebbe un top team.

Prosegue il dramma Lotus: undicesimo Grosjean e ritirato Maldonado per problemi tecnici.

La classifica finale:
1 Hamilton (Mercedes)
2 Rosberg (Mercedes)
3 Vettel (Red Bull)
4 Alonso (Ferrari)
5 Hulkenberg (Force India)
6 Button (Mclaren)
7 Massa (Williams)
8 Bottas (Williams)
9 Magnussen (Mclaren)
10 Kvyat (Toro Rosso)
11 Grosjean (Lotus)
12 Raikkonen (Ferrari)
13 Kobayashi (Caterham)
14 Ericsson (Caterham)
15 Chilton (Marussia)
rit. Ricciardo (Red Bull)
rit. Gutierrez (Sauber)
rit. Sutil (Sauber)
rit. Vergne (Toro Rosso)
rit. Bianchi (Marussia)
rit. Maldonado (Lotus)
rit. Perez (Force India)

Alessandro Cristiano
30/03/2014

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